Chiese e cappelle votive

1. Chiesa di San Liberale (Villotta)

 La chiesa fu edificata all’inizio del XVI secolo, infatti la facciata di mattoni con lo stemma della famiglia Sbrojavacca fu realizzata nel 1515, mentre uno stemma sul portale d’ingresso del lato destro porta la data 1506. Nel corso del XVIII secolo, la costruzione subì parecchie modifiche, come la costruzione di due altari posti a lato dell’arco trionfale, e la conseguente distruzione degli affreschi cinquecenteschi. Durante il XIX secolo l’aula rettangolare fu innalzata e questo comportò l’appesantimento del cornicione sui lati nord e sud e la realizzazione di quello in facciata. Anche il campanile fu modificato e sopraelevato nel 1874, assumendo un aspetto molto slanciato grazie alla cella campanaria con quattro bifore, al timpano ottagonale ed alla sovrastante cuspide. La facciata con portale a sesto acuto ed occhio centrale è delimitata da un coronamento ottocentesco ad archetti di stampo neoclassico con due cuspidi a lato ed un’edicola centrale, nella quale si trova la statua di San Liberale, santo titolare della chiesa. Sempre in facciata come anche sulle altre pareti esterne paraste in mattoni, raccordate da archi a tutto sesto, ritmano la superficie. Sulla parete destra rimangono le tracce di un enorme San Cristoforo. All’interno si conservano diversi affreschi, Madonna con Bambino, un trittico con i Santi Antonio, Valentino e Francesco, San Bovo e Santa Apollonia, del primo cinquecento, eseguiti dal 1522 al 1540, probabilmente da un solo artista vicino ai modi della scuola di Andrea Bellunello. Il ciclo ha subito ritocchi e mutilazioni tanto che oggi rimangono dei riquadri incorniciati come fossero delle tele; alcune scene risultano illeggibili, ma grazie alle iscrizioni si riescono ad identificare i soggetti dipinti: santi con i committenti inginocchiati in preghiera, essendo spesso affreschi votivi. L’altare maggiore in marmo è opera dello scultore padovano Giacomo Costiero ed è databile al 1763.

 2. Chiesa Parrocchiale di San Bartolomeo (Basedo)

La chiesa fu costruita verso il 1350 e dedicata a San Bartolomeo, uno dei dodici apostoli. La struttura esternamente è caratterizzata da paraste in mattoni, superiormente raccordate da archetti a tutto sesto, e da archetti pensili, originariamente affrescati, posti lungo la linea di sotto gronda. In facciata si apre una porta ad arco leggermente acuto con una cornice di contorno in mattoni lavorati; nella parte superiore si trova un rosone. Ha un’aula rettangolare coperta con travature di legno a vista ed un coro con abside trapezoidale. L’edificio riveste un certo interesse artistico, perché sotto un pesante strato di calce, sono stati rinvenuti degli affreschi molto interessanti, eseguiti tra il 1492 ed il 1515. Si tratta di scene devozionali, che rappresentano Madonna in trono con San Bartolomeo, Madonna con Bambino e Santi, Madonna della misericordia, Trinità, Santi, eseguite molto probabilmente da un artista locale che però si ispira a modelli veneti. Forse sono opera di allievi di Andrea Bellunello da San Vito. Gli affreschi all’esterno della chiesa sono quasi completamente persi, rovinati dalle intemperie. Il campanile risale al 1945.

 3. Chiesa della Madonna della Salute (Basedo)

La chiesetta in origine era la cappella di un antico lazzaretto, del quale rimane unica testimonianza. La costruzione risale alla fine del secolo XVII, ma in seguito fu modificata nel paramento interno, nelle finestre laterali e con l’aggiunta della sacrestia. La facciata è incorniciata da due lesene e dal sovrastante timpano triangolare, che termina nella bifora campanaria. La porta rettangolare, inquadrata con la pietra, è affiancata da due piccole finestre con arco sagomato. L’aula rettangolare ed il presbiterio quadrato hanno il soffitto piatto. All’interno si conservano degli affreschi seicenteschi raffiguranti San Rocco e San Valentino, un altare del XIX secolo ed una scultura della Madonna del 1907.

4. Oratorio di San Giuseppe (Chions)

L’oratorio di San Giuseppe risale alla fine del XVIII secolo (1794), quando fu fatto costruire dalla famiglia Rambaldini, ma fu sottoposta ad un restauro generale nel 1937 ad opera di G.B. Cossetti, dopo anni di abbandono. L’edificio si trova in prossimità della villa Cossetti , di cui costituisce pertinenza. La facciata, incorniciata da due lesene e da timpano superiore, presenta una porta rettangolare inquadrata con intonaco ed una finestra semicircolare. La monofora campanaria non si trova in facciata, come spesso avviene, ma sul muro laterale destro sopra la sacrestia. L’edificio presenta un unico vano rettangolare con soffitto centinato a vela diviso da un muro interno in aula vera e propria e sacrestia. L’ambiente prende luce da quattro finestre a forma semicircolare poste su tutti i lati. All’interno si conservano alcuni affreschi recenti, opera di Pignol, un altare in muratura e stucco ed una statua lignea di San Giuseppe.

5. Chiesa Parrocchiale di San Giorgio (Chions)

Chiesa Parrocchiale di San Giorgio

La chiesa attuale fu edificata nel Quattrocento a lato o al posto di un edificio precedente, documentato nel 1239, collocato al centro dell’antica centa, il cui fossato è ben visibile nel settore nord-est, dove il terreno è circa quattro metri più alto del piano di campagna. Anche il campanile potrebbe essere stato costruito come pertinenza della chiesa antica, utilizzando la base di una torre di difesa dell’antico fortilizio, perché non è posizionato parallelo alle mura della chiesa. L’edificio presenta comunque delle anomalie rispetto alla tradizionale tipologia degli edifici di culto perché sorge in posizione decentrata rispetto al centro abitato e perché il suo asse longitudinale non rispecchia l’orientamento est-ovest. La chiesa quattrocentesca fu consacrato nel 1538 ed in seguito a partire dal Settecento subì numerosi rimaneggiamenti, che determinarono profonde modifiche sia a livello strutturale, come il rifacimento della facciata in stile neogotico nel 1921, su progetto di Antonio Marson, sia decorativo, in origine infatti l’edificio era completamente affrescato con opere di diverse epoche. All’esterno le pareti sono ritmate da numerose paraste, raccordate da archi a tutto sesto, e sono coronate da archetti pensili lungo il sottogronda; all’interno lo spazio si articola nella navata rettangolare, con due altari laterali ed una nicchia per il fonte battesimale, e nell’ampio presbiterio quadrato che termina in un’abside semicircolare. Gli affreschi più antichi furono eseguiti tra il 1508 ed il 1541, come documentano alcune iscrizioni, da artisti locali di diversa bravura ed esperienza, che ricordano i modi della scuola di Andrea Bellunello ed Andrea da San Vito. Si tratta di scene devozionali raffiguranti: Madonna con Bambino incoronata da due angeli con San Sebastiano, San Giorgio uccide il drago, Madonna con Bambino tra un Santo Vescovo e San Bovo (parete sud); Madonna con Bambino e San Sebastiano, Santi (parete nord). Le immagini della Pietà e di San Giovanni Battista sono seicentesche. Interessante anche la statua della Madonna Ausiliatrice scolpita nel 1894 da Giacobbe Della Giustizia, giovane artista di Chions.

6. Chiesa dei Santi Ermacora e Fortunato (Chions)

La chiesa dei Santi Ermacora e Fortunato, è l’unico edificio di culto dedicato ai fondatori della Chiesa di Aquileia nel Friuli occidentale. I numerosi reperti di epoca romana trovati nella zona fanno supporre che il cristianesimo fosse arrivato in questo luogo fin dai primi secoli d. C. La chiesa risale probabilmente al Trecento, ma ha subito nel corso della sua lunga storia molti interventi, anche recenti (metà del XX secolo), che ne hanno alterato l’aspetto. La facciata è preceduta da un ampio portico, interamente rifatto, a pianta quadrata con tre luci a tutto sesto sui lati e con copertura a capanna. Rifatti anche la monofora del campanile ed il motivo ad archetti pensili in mattoni lungo gli spioventi. La porta è rettangolare, riquadrata in pietra con lunetta cieca sopra l’architrave; le finestre sono recenti. L’aula è rettangolare con travatura a vista, l’abside è semicircolare a tutto sesto di tipo romanico. Nel passato la località era meta di pellegrinaggi annuali da parte di fedeli, che arrivavano da tutto il Friuli e dalla Carnia, per pregare i santi protettori degli ammalati di cuore, in occasione della antichissima Fiera che si teneva il 12 luglio.

7. Chiesa di Sant’Andrea (Taiedo)

La chiesa fu costruita nel 1420 e consacrata l’anno seguente. Agli inizi del Novecento si iniziò la costruzione del nuovo edificio di culto, opera che non fu conclusa, ma che comportò la demolizione del coro e dell’abside originali, sostituiti da un presbiterio, realizzato in stile neogotico, tra il 1905 ed il 1923, che risulta sproporzionato nelle dimensioni e poco in armonia con la parte antica della chiesa. Anche il campanile, innestato sull’angolo destro della facciata, fu costruito in epoca successiva rispetto alla chiesa. Le pareti esterne della parte originaria sono caratterizzate dall’alternanza di paraste in mattoni, raccordate superiormente da archi a tutto sesto, e dalla presenza, sui fianchi, degli archetti pensili nel sottogronda. La facciata presenta un portale d’ingresso ad arco, un piccolo occhio ed al centro una bifora cieca con un affresco molto deteriorato, che raffigura Sant’Andrea e San Pietro. L’edificio comprende un’aula rettangolare con travi a vista, due cappelle laterali e l’abside. Alle pareti affiorano tracce di affreschi sia all’interno che all’esterno dell’edificio.

8. Oratorio di Sant’Osvaldo (Villutta)

Il piccolo oratorio di Sant’Osvaldo si trova all’interno del giardino annesso alla Villa Morassutti; fu realizzato nel 1930 in sostituzione della vecchia cappella. La facciata liscia presenta due paraste laterali leggermente in rilievo, che si ritrovano anche sul lato sud-ovest, dove ritmano la superficie dividendola in tre parti al centro una porta chiusa, ai lati due finestre simmetriche. La facciata principale presenta una lunetta sopra l’ingresso ed un rosone. L’edificio è composto da un’aula rettangolare con a travi a vista ed un abside rettangolare coperto a padiglione.

 9. Chiesa di San Giuliano (Torrate)

In origine l’edificio era annesso al castello degli Sbrojavacca (secolo XI-XII), di cui oggi rimane ricordo nell’alta torre in località Torrate, ed infatti sul fonte battesimale in pietra è scolpito lo stemma della famiglia. La chiesa, che in origine risaliva al XIV secolo (fu edificata nel 1332 per concessione dell’Abate di Sesto), fu demolita nel 1630, essendo in cattivo stato di conservazione, e riedificata negli anni seguenti (nel 1664 era completata). La facciata presenta una porta rettangolare con cimasa, sormontata da una finestra semicircolare. In origine il timpano triangolare terminava in una bifora campanaria, ma dopo la sua caduta a causa di un temporale, nel 1934, venne eretto un campanile merlato progettato da Vittorio Pascatti di San Vito. L’interno comprende un’aula rettangolare con due altarini laterali e un’abside.

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