Pasiano di Pordenone

Il territorio vanta una antica vocazione agricola, come dimostra il prediale romano Pacilianus che ha dato il nome all’intero Comune e come attesta nel Medioevo la presenza dei latifondi dei signori di Prata e del monastero camaldolese di San Martino; successivamente, furono ben cinque ville venete a concentrare le attività economiche della popolazione, ma anche gli ozi e le “fatiche” letterarie della nobiltà veneziana in villeggiatura. L’industrializzazione diffusa del dopoguerra, seguita da un pari sviluppo del terziario, ha cambiato il volto economico del Comune, mantenendo tuttavia alcune caratteristiche tipiche che lo rendono interessante anche da un punto di vista culturale e turistico. La Pieve di San Paolo di Pasiano è citata in una Bolla di papa Urbano III del 1186 e risulta tra le più antiche della Diocesi di Concordia. Nel 1378 fu riedificato il campanile e nel 1499 fu terminata la ricostruzione della Chiesa. Di essa oggi rimane una piccolissima parte inserita nel tempio costruito nel 1898, e il campanile, parzialmente rifatto nel 1564-65. All’interno, l’odierna Parrocchiale conserva qualche interessante opera d’arte: alcuni brani degli affreschi rinascimentali dipinti da buona mano subito dopo il 1499, la pala d’altare con la Visione di San Giovanni di Matha del veneziano Gian Antonio Guardi (1750), le statue degli Apostoli Pietro e Paolo di Pietro Nardi (1796), l’altare del Rosario con una statua lignea di San Giuseppe col Bambino di maestro veneziano del XVII secolo. Il territorio di Pasiano appartenne in parte ai vescovi di Concordia e in parte ai patriarchi di Aquileia e agli abati di Sesto; ai vescovi subentrarono nel 1190 i signori di Prata, mentre il rimanente territorio fu gestito dal castello patriarcale di Meduna. Nel 1419 Venezia sconfisse i nobili pratesi, impadronendosi l’anno successivo dell’intero Friuli. Il 22 agosto 1442 Corrado di Montereale acquistò il castello e la giurisdizione di Pasiano con diritti di pesca, di caccia e d’insediare mulini (menzionati fin dal 1190). Sul luogo del castello, protetto dal corso del fiume Fiume che creava un fossato naturale, i Montereale costruirono poi una villa ove fu più volte ospitato il giovane Giacomo Casanova. La villa venne successivamente acquistata dai ricchi mugnai Saccomani di Treviso che vi apportarono varie modifiche. Oggi è sede municipale. Una frazione ricca di storia è Rivarotta (l’antica Ripa Fracta). Anche qui sorse un fortilizio (chiamato più tardi Marsuris) accanto alla “curtis”. La località è citata nella donazione di Adelchi a Sesto del 774; conferme della donazione avvennero da parte di Carlo Magno (781) e di Berengario I (888). Nel 1232 il Vescovo di Concordia Federico da Prata donò ai monaci Camaldolesi la Chiesa di San Martino, attorno alla quale sorse un monastero vero e proprio, che subì varie peripezie: nel corso del XIV secolo ricevette lasciti testamentari, ma nel 1419 venne distrutto dai Veneziani assieme al castello di Prata, divenendo una dipendenza di San Mattia di Murano. Ricostruito nei decenni successivi, continuò la sua storia sino ad epoca napoleonica, quando venne avocato allo Stato. Nel 1881 la Chiesa di San Martino venne demolita. L’ex monastero camaldolese è stato completamente ristrutturato, in stile liberty, dallo scrittore e diplomatico Ferruccio Luppis ai primi del ‘900 e oggi è un albergo con ristorante. L’attuale Chiesa di Rivarotta va citata per la pala d’altare con la Morte di San Martino del veneziano Francesco Zugno (1770 ca.). Altra frazione importante è Visinale, luogo ricoperto di “boscaglie infinite” dove i Gozzi, illustri letterati veneziani, solevano villeggiare e invitare gli amici, assieme ai Querini, ai Tiepolo, ai Bergalli. La sua Chiesa, risalente al Quattro-Cinquecento ma che ha subìto varie modifiche fra cui la facciata manieristica (1930), possiede una pala di Marcello Fogolino del 1523-24 di Madonna con Bambino in trono tra due Santi, trasformata da pittori successivi in Madonna del Rosario, recentemente restaurata e riportata alla primitiva lettura. Tutto il territorio di Pasiano, ricco d’acque e di mulini lungo i corsi di Fiume, Meduna e Noncello, ha subìto nei secoli numerose e disastrose alluvioni: se ne ricordano nel 1596, 1614, 1630, 1640, 1680, 1699, 1730 e, ultima in ordine di tempo, quella del 1966.

Pasiano - Villa Saccomani

Elenchiamo ora sinteticamente le ville venete del territorio, oltre alla citata Saccomani; per villa veneta si intende un edificio risalente all’età veneziana (XV-XVIII secolo) costruito in campagna, con annesse barchesse (ossia locali ad uso agricolo), tempietti, fontane, laghetti, statue e con un ampio giardino recintato, sapientemente costruito e mantenuto.
Villa Gozzi
. “Casa di villa … assai vasta, comoda e con quantità di adiacenze…”, così il letterato Carlo Gozzi definì questa costruzione, che sorge a Visinale. La villa fu costruita nel XVII secolo. Molto ampia in origine, con gli anni andò perdendo questa caratteristica: nel 1742 Gasparo Gozzi, per far fronte alla troppo spregiudicata gestione patrimoniale della famiglia, fece abbattere due terzi degli edifici vendendone poi i materiali recuperati. Oggi si presenta con un imponente impatto visivo: il rosso carico delle mura contrasta fortemente con il verde del parco e con il bianco dei vialetti di ghiaia. Strutturalmente è di due piani più il solaio, con le ali, aggiunte successivamente, di alcuni metri più basse e una barchessa di fronte all’edificio principale. Durante la Prima Guerra Mondiale l’esercito austro-ungarico occupò la villa e la fece diventare una scuderia; in tempi recenti, grazie agli sforzi degli attuali proprietari, è stata ben recuperata.
Villa Querini. Sorge a Visinale ed è una delle più antiche del Friuli occidentale: fu ultimata nel 1542, per volere dell’importante famiglia veneziana Cavazza. Alla metà del XVII secolo la proprietà passo ai Querini, anch’essi veneziani, che apportarono subito modifiche strutturali, la più imponente delle quali è la scala a rampe sovrapposte per accedere al piano nobile. La costruzione si presenta suddivisa in tre parti, delle quali quella centrale con aperture laterali trabeate e centrale ad arco. All’esterno dell’edificio troviamo un oratorio del XVIII secolo, dedicato a San Pietro in Vincoli, una meridiana ed il muro di cinta ornato da pregevoli statue settecentesche.
Villa Tiepolo. Anche questa è a Visinale e prende il nome dalla omonima famiglia veneziana che la rilevò da precedenti proprietari (nel Settecento appartenne ai Querini; prima ancora fu degli Zancariol e dei Diedo). L’edificazione risale al XVII secolo. Si presenta con un’architettura che ne sottolinea l’impressione di “verticalità”. Adiacente sorge una cappella gentilizia intitolata alla Beata Vergine della Purità. Villa Salvi. Fu costruita a Pasiano nel XVIII secolo, per volere di una importante famiglia locale. Edificio di per sé piuttosto modesto, possiede però pregevoli particolari architettonici: dai contorni in pietra delle finestre ai fori ovali del solaio. Nel 1797 la famiglia Salvi ospitò in villa il generale Serrurier, dell’armata napoleonica. Fu fortemente danneggiata dall’alluvione del 1966, ed appartiene oggi a privati.
A Pasiano (località Sant’Andrea, villa Morpurgo) è nato il regista Damiano Damiani; Visinale ha dato i natali all’economista e filosofo Pietro Comparetti e al fratello Andrea, medico e docente universitario a Padova nel XVIII secolo. Il Comune di Pasiano di Pordenone è gemellato con il Cantone francese di Fronsac (Aquitania).

Dati Statistici

  • Altitudine: 13 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 45,50 Kmq
  • Abitanti: 7,975 (Dati aprile 2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Pasiano capoluogo, Azzanello, Cecchini, Rivarotta, Sant’Andrea e Visinale

Manifestazioni e Sagre

  • Maggio Pasianese” (Area dei mulini sul Fiume/dalla seconda metà alla fine di maggio)
  • L’Isola della Musica (Pasiano/ultima settimana di giugno)
  • Festa della Birra (Parco dei Molini/seconda settimana di luglio)
  • Festa dell’Emigrante (Azzanello/Ferragosto)

Gli appuntamenti della ProLoco Quadrifoglio a VISINALE DI PASIANO, sono:

  • VISINALE PEDALA – mese di giugno
  • SAGRA DEL CARMINE – mese di luglio
  • CONCERTO D’ORGANO – mese di settembre
  • FESTA DEL RINGRAZIAMENTO – novembre
  • NATALE IN PIAZZA – Panettone nella notte di Natale e aperitivo dopo la S. Messa di Natale Doni a tutti i bambini


(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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