Arzene

 

In questo piccolo borgo, che merita senz’altro una visita, assai interessanti sono alcune vecchie costruzioni contadine, talune d’epoca quattro-cinquecentesca, con una tipologia, ben conservata, caratterizzata da classici sottoportici aperti ad archi con loggiato. Nelle case di campagna l’arco era un elemento architettonico che offriva uno spazio coperto funzionale al lavoro domestico e al ricovero degli attrezzi agricoli, e vi sono parecchi esempi a San Lorenzo (fr.: San Laurìns) di tale tipica architettura rurale. In alcuni casi furono incorporati in costruzioni di questo tipo resti d’antiche cinte murarie. La vecchia Parrocchiale, intitolata a S.Maria e S.Lorenzo Martire, fa parte invece di quel consistente patrimonio popolare e artistico di chiesette e chiesuole, tutte assai simili fra loro, che, trepide sentinelle mistiche, costituivano una presenza rassicurante e materna nelle campagne della pianura friulana. Tali chiesette, per lo più votive, sono testimonianza di quell’intenso movimento spirituale che, in seguito ai tragici avvenimenti (guerre, invasioni, carestie e pestilenze) che caratterizzarono i secoli XIV-XV, si registrò in tutto il Friuli. Questo edificio sacro, assai antico – un altare fisso venne consacrato nel 1348, ma da moltissimo tempo vi si officiavano già diverse funzioni canoniche – era originariamente un oratorio campestre risalente al VI sec., forse edificato su di un preesistente tempietto pagano (le testimonianze del periodo romano sono qui numerose e significative, basti pensare all’antica viabilità corrispondente al decumanus maximus, le cui tracce sono tuttora ben rilevabili sul terreno: si tratta della vecchia “strada romana” che passa a sud-est del centro abitato, ai confini col comune di Casarsa). La chiesa – divenuta Battesimale nel 1484 ed elevata, col distacco dalla Pieve di S.Giovanni, da Cappella a Parrocchia nel 1593 – è stata interessata da una plurisecolare storia di rimaneggiamenti e ampliamenti (dovuti all’aumento della popolazione), ma con l’apertura al culto della nuova Parrocchiale (1952) cadde in uno stato di progressivo abbandono e solo dopo il sisma del ’76 fu sottoposta ad una completa opera di restauro. Internamente è decorata da una serie di affreschi risalenti per la maggior parte al ‘500 (i più antichi andarono perduti nel corso delle ristrutturazioni di fine Settecento) e in genere commissionati quali ex voto. Apprezzabili quelli raffiguranti S.Giuseppe con Bambino, opera di Pietro da S.Vito (1511), e, sulla parete destra dell’arco trionfale, S.Rocco, d’autore ignoto e databile alla fine del ‘400, mentre un’altra scena frescata, con su ritratto S.Giobbe, è l’unica opera conosciuta di Giovanni Paolo di Valvasone (1541). Da segnalare, prima della porta laterale, la suggestiva ancorché inquietante immagine di una “Diavolessa incatenata” dipinta a secco sul primo intonaco: da leggere come raffigurazione metaforica di un’epidemia (probabilmente la peste nera del 1348) debellata o comunque di un’avversità vinta e superata. Di un certo interesse, infine, le due pale e l’altare ligneo dei Santi Carlo Borromeo, Antonio da Padova, Francesco e Valentino, valorizzati da un recente intervento conservativo.

 

San Lorenzo di Arzene - vecchia parrocchiale

Il primo documento in cui la comunità è menzionata (« villam de S.Laurentio ») risale al 1186 ed è una bolla di papa Urbano III che attestava la presenza della maggior parte delle chiese comprese nella Diocesi di Concordia. Si può presumere che la posizione di S.Lorenzo fosse quella di una “villa comune” postasi volontariamente sotto la protezione (patronatus) del vescovo concordiense. Un’altra data importante per il paese è il 1393 quando la comunità rurale si sottomise al dominio dei Valvason-Cucagna, con la promessa (non sempre mantenuta), da parte dei nuovi signori, di rispettare tutta una serie di guarentigie. Da allora, sino all’abolizione delle giurisdizioni feudali, le vicende del borgo s’intrecciarono strettamente con quelle del distretto feudale valvasonese. San Lorenzo, patrono della comunità, viene festeggiato ogni anno in agosto nel corso di una pittoresca sagra paesana che raggiunge il suo culmine, ovviamente, la notte delle stelle cadenti (dette anche “lacrime di San Lorenzo”). Ma per i residenti i momenti più significativi della ricorrenza agostana sono la celebrazione della S.Messa in friulano e il pranzo comunitario servito in una delle vie del borgo. Un tempo, quando non era disponibile, nelle sagre come nelle case, l’abbondanza gastronomica di oggi, due erano i piatti tipici della festa: l’anguria e il squàl di San Laurìns (il cavédano, un ciprinide piuttosto diffuso un tempo nelle rogge locali). Quest’ultimo, cotto alla griglia, rappresentava simbolicamente sia il Cristo (com’è noto, il nome greco di “pesce”, si presta ad acronimo di “Gesù Cristo di Dio Figlio Salvatore”) che San Lorenzo (ovvero, le modalità tradizionali del suo martirio patito col supplizio della graticola).
Si segnalano, poi, due significative realtà locali, entrambe legate alla cultura rurale: il vecchio Mulino, che si trova in località Majaroff (l’acqua che muove la turbina della caratteristica struttura, ben conservata e ancora funzionante, proviene dalla Roggia di Lestans, chiamata anche “Roggia dei Molini”); e la Fontana del Contadino, in piazza (la vasca è stata foggiata a forma di foglia di vite, mentre la figura del contadino – che è stata modellata in pietra ed è collocata alla base dell’attaccatura – stilizza felicemente un breve momento di pausa dopo il duro lavoro nei campi, allorché il lavoratore, imbracciata la falce, si appresta a dissetarsi con una ciotola d’acqua fresca). Si ricorda, infine, che San Lorenzo ha dato i natali ad Arieto (Harry) Bertoia (1915-1978), famoso designer e artista italiano naturalizzato statunitense (noto al pubblico mondiale per la mitica sedia Diamond). Equidistante da Casarsa ed Arzene, San Lorenzo amministrativamente fa parte dal 1819 (salva una parentesi, quasi ventennale, terminata nel 1947) di quest’ultimo comune, il quale fa derivare il suo nome (fr.: Darzin) dal latino volgare arger-ěris (per il lat. class. agger-ěris), ossia “terrapieno”, “argine”: un richiamo ai ripari dalle tracimazioni di fiumi e torrenti (il toponimo è documentato dall’a. 1189: «in villa quæ vocatur superior Arzen»). Nella Chiesa di S.Margherita (si tratta della vecchia Parrocchiale, un edificio molto antico – caratterizzato da un campaniletto a vela a due fornici – che ha subito diversi interventi nel corso dei secoli), si possono ammirare l’abside, affrescata alla fine del ‘500 dal pordenonese Gaspare Narvesa con immagini di Santi e Apostoli, e la pala dell’altare – un dipinto dell’Amalteo di buona fattura – entro la quale campeggiano S.Sebastiano, S.Margherita e S.Rocco. La Parrocchiale attuale, dedicata a S.Michele Arcangelo, custodisce, invece, alcune opere di una precedente chiesa del XV sec. (una Madonna con Bambino e Santi, del Narvesa, un altarolo ligneo secentesco e l’altare maggiore barocco, in marmo policromo con statue, realizzato dal veneziano Giovanni Caribolo).

Dati Statistici

  • Altitudine: 60 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 12,06 Kmq
  • Abitanti: 1.808 (Dati dicembre 2010)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): San Lorenzo

Informazioni turistiche

Pro San Lorenzo
San Lorenzo di Arzene (PN) 33090
telefono: +39 0434 868968
mobile: +39 348 0742214
Web: www.prosanlorenzo.it
e-mail: proloco_s.lorenzo@libero.it

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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