San Martino al Tagliamento

 

Il nostro itinerario, iniziato a ritroso dalla via del mare percorrendo un territorio delimitato idealmente dal corso del Tagliamento e, in parte, da quello del Cellina-Meduna, si conclude a S.Martino al Tagliamento (fr.: San Martìn al Tilimènt). Il paese, situato a 23 km da Pordenone, deve il nome, documentato nell’a. 1204: « in villa Sancti Martini », al santo patrono e alla contiguità con l’argine destro del grande fiume friulano (“Tagliamento” – l’indicazione fu aggiunta nel 1867 – è un derivato della base preromana *telia > lat. tilia: “tiglio”, con un suffisso che ha il senso di “ricco di…”; e il tiglio è un elemento ricorrente nella storia e nel paesaggio sanmartinesi, tanto che recentemente col nome di questa pianta s’è stabilito d’intitolare la locale Scuola dell’Infanzia pubblica). Sicuramente già centro abitato in epoca romana (molti i reperti riferibili a questo periodo) e poi probabile insediamento longobardo (l’agiotoponimo avallerebbe tale supposizione), la “Villa di S.Martino” fu, dalla fine del ’200 sino all’abolizione delle giurisdizioni feudali, possedimento dei signori di Valvason-Cucagna, anche se, dal 1359, ebbe già, dal punto di vista ecclesiastico, una certa indipendenza spirituale, salvo il giuspatronato (ovvero il diritto di scegliere il parroco) esercitato dai nobili castellani sino ai giorni nostri. La matrice era l’antichissima Pieve di Cosa e un qualche legame con Cosa persistette anche dopo il provvedimento vescovile del 1359, tanto che una Parrocchia di S.Martino, di nome e di fatto, si realizzò pienamente solo nella seconda metà del XVII secolo, quando venne meno ogni sorta di vincolo plebanale. Si può cominciare, invece, a parlare di un Comune di S.Martino – nell’ambito del consorzio comitale dei Valvasone, che nominavano il podestà – con l’avvento (1420) della Serenissima. Comune che, con la definitiva soppressione del regime delle giurisdizioni feudali (1805), divenne poi pienamente autonomo (a parte un intervallo di diciotto anni – conclusosi il 1° marzo 1947 – durante il quale il territorio sanmartinese fu associato, come frazione, al Comune di Valvasone).

San Martino al Tagliamento - Chiesetta Di San Giacomo

Due chiese di San Martino al Tagliamento sono particolarmente ricche di tesori artistici: la Parrocchiale e la Chiesa dei Ss.Filippo e Giacomo. Nella Parrocchiale – progettata nel 1867 ed ultimata nel 1895 sul posto della precedente (che era stata costruita nei primi anni del XVI sec.) – è ancora leggibile all’esterno, per quanto ridotto a sbiadita immagine, un colossale S.Cristoforo affrescato (1518) dal Pordenone. Il santo traghettatore diede il nome ad una lirica che il giovane professore Pasolini aveva improvvisato per gli allievi della vicina Scuola Media di Valvasone (ove insegnò dal 1947 al 1949):

… sulle tue enormi spalle / assieme col Bambino / porta il lieto paese / di San Martino!

All’interno della chiesa vi sono due belle pale d’altare di Pomponio Amalteo, raffiguranti, una (1549) Cristo nella gloria di tutti i Santi ed i Ss. Martino, Stefano, Giovanni Battista e Giorgio Martire (il dipinto, che decora l’altar maggiore, è annoverato fra i migliori lavori del maestro sanvitese), e l’altra (1557) la Madonna con il Bambino ed i Ss. Rocco, Francesco d’Assisi e Sebastiano. Sono presenti poi diversi manufatti artistici in pietra, opera della rinomata scuola dei lapicidi medunesi (della quale uno fra i maggiori interpreti fu Baldassarre da Meduno, qui attivo agli inizi del ‘500). Tra i più significativi: la porta laterale destra e il fonte battesimale con putti musicanti addossati al fusto; quindi, le pile dell’acqua santa e le balaustre. Si segnalano, inoltre, un Crocifisso ligneo (1519-1520) attribuito ad Antonio Tironi, due Angeli cerofori in legno dipinto eseguiti (1621) da Giacomo Onesti, un confessionale barocco, una Trinità lapidea del XIX sec. e dipinti settecenteschi di Francesco Grillo che si rifanno scolasticamente alla produzione del Tiepolo. Degno di nota, infine, il caratteristico campanile, dai tratti romanici, eretto (tra il 1495 e il 1502) sulle fondamenta di una torre di rifugio innalzata poco dopo il Mille.
La deliziosa Chiesa dei Ss. Filippo e Giacomo, sita poco fuori il paese, ad Arzenutto, consacrata nel 1469 dopo i lavori di rifabbrica (rispetto ad una preesistente struttura sorta prima del XIV sec.), contiene all’interno un ciclo di affreschi (nella volta del coro: i Padri della Chiesa, i Quattro Evangelisti in cattedra tra i loro simboli, Angeli e Santi; nella parete sinistra: Cristo che porta la Croce, Storie della vita di S.Filippo e Apostoli; in quella di destra: Resurrezione, Storie della vita di S.Giacomo, Apostoli; nella parete di fondo: il Giudizio Universale) che costituisce l’opera di maggiore impegno di Pietro da S.Vito (1515) ed è una testimonianza importante e peculiare della freschezza e della vivacità narrativa che contraddistinse la c.d. “pittura friulana di periferia”. Le raffigurazioni che decorano la nicchia situata sotto il campaniletto sono invece comunemente attribuite ad Andrea Bellunello (1480 ca.). Oltre al patrimonio pittorico, di questo antico oratorio campestre sono meritevoli di menzione una statua lignea, ritraente una Madonna col Bambino, pervenuta entro l’edicola dipinta originaria, opera di un ignoto maestro friulano attivo tra la fine del XV e gli inizi del XVI sec., ma soprattutto un trittico ligneo (Madonna con Bambino tra i Santi Filippo e Giacomo), tardo quattrocentesco, riferibile alla produzione della bottega di Domenico da Tolmezzo (l’ancona – ch’era collocata sull’altare e a cui, nel XVII sec., fu aggiunta la cimasa col dipinto raffigurante S.Antonio da Padova – è stata portata nella Parrocchiale per motivi di sicurezza). In località Postoncicco (dallo slavo pustina: “terra incolta”), infine, vi è un simpatico chiesino secentesco (che racchiude alcune apprezzabili opere d’arte tra cui un altare in stile barocco e una bella pala) dedicato alla S.Vergine, il cui culto è molto sentito dalla gente del posto. Di un certo interesse Palazzo di Prampero (secc. XVII-XIX), edificato su di un preesistente convento (in questa tenuta di campagna Ippolito Nievo soggiornò più volte e ad una contessina Pisana di Prampero si sarebbe ispirato per il nome dell’immortale eroina del suo capolavoro Confessioni di un italiano), e Villa Partenio, già dimora patrizia e trasformata poi in casa colonica. La festa del santo patrono (San Martino Vescovo di Tours) cade, e si celebra (assieme a quella del Ringraziamento), l’11 novembre. In Friuli tale data indicava la scadenza dei contratti d’affitto e di mezzadria e, conseguentemente, anche il cambiamento di abitazione, tanto che l’espressione friulana “Fà San Martìn” (it.: “Far San Martino”) è rimasta nel linguaggio comune (per altro, in tutto il territorio a vocazione agricola della pianura padana) quale sinonimo di trasloco. Ma la ricorrenza novembrina ricordava anche che era venuto il momento di travasare: “A San Martìn ‘i fasìn la spina al vin” (it.: “A San Martino spilliamo il vino”); “A San Martìn ogni most al è vin” ((it.: “A San Martino ogni mosto è vino”).

Dati Statistici

  • Altitudine: 71 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 17,83 Kmq
  • Abitanti:1,442 (Dati: Aprile 2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Arzenutto, Postoncicco e Sant’Osvaldo

Manifestazioni e Sagre

  • Sant’Osvaldo-Simiuta Fest” (seconda metà di giugno/piatti tipici, animazione musicale, manifestazione ciclistica: mountain-bike).
  • Mostra Ornitologica, Cinofila, Avicunicola (3a domenica di luglio/mostra-esposizione: animali da cortile, tradizioni agricole e folkloriche, stand eno-gastronomici e musica).
  • Festa della Madonna a Postoncicco (8 settembre/celebrazione solenne S.Messa e antichi giochi popolari).

Informazioni turistiche

Pro San Martin al Tilimênt
indirizzo: Piazza Umberto I, 1 33096 S.Martino al Tagliamento (PN)
mobile: +39 340 1440864
e-mail: info@prosanmartin.it
web: www.prosanmartin.it

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

Comments are closed.