Cordovado

L’atmosfera di quiete e bellezza di Cordovado rimanda ancor oggi alle splendide pagine delle Confessioni di Ippolito Nievo. Il tessuto urbano è ben conservato sia nella suggestiva parte medievale, evidente nella fossa con mura e due porte già dotate di ponte levatoio, sia nel Borgo Nuovo, che si espanse a nord in epoca rinascimentale, caratteristiche, queste, che han fatto sì che la località sia stata inserita, nel dicembre del 2004, nell’esclusivo elenco de “I Borghi più Belli d’Italia”. Gli insediamenti umani più antichi sono riferibili ad elementi di un castelliere protostorico, mentre il toponimo è composto dai latini «curtis» (suddivisione amministrativa con poderi e case e, talora, castello e chiesa) e «vadum», guado (friul. vat, da cui Cordovat). Nei suoi pressi passava infatti un ramo del grande fiume friulano. Il Castello, sorto nel Duecento su una probabile fortificazione precedente, era di diretta pertinenza dei Vescovi di Concordia e, per la sua importanza, era sede di numerosi poteri: civili, militari ed ecclesiastici. Venne incendiato dai Veneziani nel 1418, due anni prima della loro conquista del Friuli, ma fu ricostruito nella stessa area, posta tra le mura, la Chiesa di San Girolamo e l’attuale Palazzo Freschi-Piccolomini. Venne definitivamente abbattuto nel sec. XIX e i resti delle fondamenta sono individuabili nel rialzo del terreno. Al fianco del vecchio castello e utilizzando alcune pertinenze venne costruito dai nobili Attimis, a cavallo fra Sei e Settecento, il palazzo che poi prese il nome dei successori ereditari Freschi e Piccolomini. Vi si accede attraverso una scalinata che corrispondeva al vecchio ponte levatoio. Di fronte, e sempre nell’area entro le mura adibita a sedi di servizio, sorgono gli altri due bei palazzi: Agricola (a sud) e Bozza già Ridolfi, che furono potenti gastaldi per generazioni (a ridosso della Porta dell’Orologio). Il Duomo, antica Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo, fu rifatto fuori le mura a sud nella seconda metà del sec. XV (il portone reca un’iscrizione del 1477) e venne ampliato successivamente con due navate. I recenti lavori di restauro hanno fatto emergere affreschi di notevole bellezza e consentito di individuarne gli autori. Nelle vele dell’abside sono raffigurati alcuni Padri della Chiesa (S.Girolamo, S.Gregorio, S. Agostino e S.Ambrogio) seduti su cattedre, Profeti accompagnati da Angeli musicanti e i quattro Evangelisti. L’impaginazione, il nitore e la purezza di segno riconducono alla mano del maestro Gianfrancesco da Tolmezzo (prima decade del XVI sec.). Di buona fattura, anche se ridotti a lacerti, gli affreschi della delle pareti dell’abside, per i quali si sono formulate alcune attribuzioni a noti artisti, fra cui lo stesso Tolmezzino e il più giovane Giovanni Martini.

Cordovado - Duomo di Sant'Andrea

Ai margini settentrionali del Borgo Nuovo invece merita una visita il Santuario della Madonna delle Grazie, gioiello d’arte barocca veneziana, unico del suo genere in Friuli, costruito fra il 1600 e il 1603 e consacrato dal vescovo di Concordia Matteo Sanudo il Vecchio. Anche i vescovi successivi Matteo Sanudo il Giovane e Benedetto Cappello, continuarono ad abbellirlo, come si evince dai loro ritratti e stemmi. Nel 1714 vi arrivarono i Padri Domenicani, che costruirono il vicino convento e ressero il Santuario sino alla soppressione nel 1806, con interruzione nel periodo 1797-1800, quando le armate napoleoniche vi acquartierarono le truppe e requisirono i tesori col concorso della stessa Comunità democratica locale. L’aula principale è a pianta ottagonale, chiusa in alto da uno splendido soffitto intagliato (al centro l’Eterno Padre del maestro Girolamo Venturini e figli) con dorature di Cataldo Ferrara (1656-58). Gli ovali in olio su tela eseguiti negli stessi anni raffigurano quattro Sibille e quattro Profeti e sono attribuiti ad Antonio Carneo; seguono nel tamburo Evangelisti e Dottori della Chiesa (stucchi di Andrea dell’Aquila), mentre le tele sottostanti illustrano sedici storie della Vergine e sono attribuibili a Giuseppe Moretto, genero dell’Amalteo, a Baldassar d’Anna e a pittori veneziani. Quale sancta sanctorum, il presbiterio accoglie la decorazione più preziosa, dalla volta condotta a stucco (Andrea dell’Aquila, 1613) agli affreschi (Filippo Zaniberti), all’altare in marmo bianco (Giovanni Grassi, 1686), ai sedili e balaustri marmorei. Due lunettoni alle pareti propongono il nome di Baldassar d’Anna con la Nascita e l’Assunzione della Vergine e GA (forse Giacomo Apollonio) per le Adorazioni dei Magi e dei pastori. A maestranze friulane fa riferimento il coro ligneo composto da 19 scranni con braccioli a due ordini inaugurato nel 1746. Dello stesso periodo è la cantoria, che ha inserito nel parapetto sette piccole tele con vicende della Madonna ed ex voto. Presso il Santuario, Palazzo Cecchini-Mainardi Marzin, già complesso conventuale dei Domenicani, edificato a partire dai primi decenni del Settecento e già composto da due unità edilizie, è stato acquisito e restaurato nei decenni scorsi dall’Amministrazione Comunale o attualmente ospita un’ampia biblioteca, mostre d’arte e varie iniziative culturali. Di interesse è pure l’Oratorio di Santa Caterina. La chiesetta, coeva alla cappella di San Giacomo in castello (metà del XIV secolo) sorse all’esterno dell’abitato di Cordovado, che poi si andò sviluppando verso nord; è divenuta nel primo Seicento cappella urbana dopo la costruzione del Santuario. Contiene un interessante ciclo di affreschi dei secc. XIV-XV). Appena fuori dal paese, al di là della linea ferroviaria (in comune di Sesto al Reghena), la fontana di Venchiaredo, già oggetto di ripristino ambientale, con le sue limpide e fresche acque sorgive in un’oasi di verde, immerge il visitatore in alcune tra le più belle pagine letterarie dell’Ottocento italiano, oltre che nelle riflessioni del Nievo sull’amore e sulla moralità. La prima domenica di settembre Cordovado rivive il passato con la Rievocazione Storica in costume e un Palio fra i vari Rioni (l’appezzato appuntamento taglia quest’anno il traguardo della 25a edizione: col nuovo regolamento si prevede, per l’assegnazione del’ambito premio, l’inserimento del “palio gastronomico”, che andrà ad aggiungersi alle prove di tiro con l’arco, alla gara delle botti e al palio teatrale nei quartieri; inoltre, il centro delle iniziative sarà spostato nella zona sud del Borgo, ricollocando così la ricostruzione storica nel suo ambito quattrocentesco, ossia tra l’antica pieve ed il castello; tra le altre novità, infine, la presenza di musici e l’allungamento alla domenica sera del programma). Nel periodo di ferragosto, invece, si svolge a Suzzolins la tradizionale Sagra del Lengàl (lingua di manzo lessata).

Dati Statistici

  • Altitudine: 15 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 12,12 Kmq
  • Abitanti: 2,691 (Dati aprile 2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Cordovado-Capoluogo e Suzzolins

Informazioni turistiche

Pro Cordovado
indirizzo : Piazza Cecchini, 27 - 33073 Cordovado (PN)
telefono: +39 0434691245
e-mail: procordovado@libero.it

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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