Casarsa della Delizia

 

Il toponimo, documentato per la prima volta in una bolla di papa Lucio III del 1182: « Casam arsam [cum curte et oratorio] », significa “casa bruciata” e, con tutta probabilità, allude alle devastazioni ungare avvenute attorno al X secolo. Ma sono state le incursioni turchesche della fine del ’400 a rivestire un significato particolare per Casarsa (fr.: Ciasarsa). Il paese, infatti, nel 1499 fu risparmiato – in circostanze che la devozione popolare ritenne miracolose – dalle orde ottomane provenienti dalla Bosnia (una lapide votiva del 1529, murata nella parete destra della Chiesa di S.Croce, ricorda il passaggio dei Turchi e il voto della comunità per la grazia ricevuta) e a tale episodio storico-religioso s’ispirò Pasolini per il dramma in friulano I Turcs tal Friúl – che il poeta iniziò a scrivere nel maggio del ‘44 – rappresentazione epica e corale del Friuli contadino, ove è evidente l’allusione alla presente occupazione nazista. Casarsa, paese della madre, Susanna Colussi, è indissolubilmente legata alla figura e all’opera di Pier Paolo Pasolini (1922-1975). A parte i consueti soggiorni estivi dell’infanzia e dell’adolescenza, egli dimorò qui stabilmente dal 1943 al gennaio 1950, gli anni della sua passione friulana: ideologica, artistica e sentimentale. A Casarsa, durante la guerra, fece scuola ai ragazzi del luogo e diede poi vita, nella vicina Versutta (fr.: Versuta), all’Academiuta di Lenga Furlana, lett.: “Piccola Accademia di Lingua Friulana” (in questo piccolo borgo, con l’aiuto dei suoi giovani allievi, che venivano maieuticamente coinvolti in queste ed altre iniziative, disvelò, sfregando con cipolle la parete sud dell’aula della Chiesetta di S.Antonio Abate, una serie di affreschi trecenteschi che erano celati sotto lo strato d’intonaco). Nella parlata casarsese Pasolini scrisse poesie di grande bellezza. Tra le più note, una lirica in tre versi che, ventenne, dedicò alle fontane del paese materno; un tributo poetico, di straordinaria suggestione metaforica, alla freschezza arcadica delle acque e delle rogge locali (alimentate qui da una miriade di fontanili: Casarsa, infatti, è situata sulla linea delle risorgive):

Fontana di aga dal me país. / A no è aga pí fres’cia che tal me país. /Fontana di rustic amòur.

[Fontana di acqua del mio paese. / Non c’è acqua più fresca che nel mio paese. / Fontana di rustico amore.]

La tomba del grande poeta, disegnata dall’architetto Gino Valle, si trova nel cimitero cittadino; qui riposano anche i genitori e il fratello Guidalberto (partigiano, ucciso giovanissimo nel febbraio ‘45 in seguito ai tragici avvenimenti passati alla storia come “I fatti di Porzùs”). Per i visitatori che desiderano approfondire questo aspetto, esiste la possibilità di effettuare visite guidate ai luoghi della memoria pasoliniana (è la Pro Casarsa della Delizia ad offrire un servizio gratuito di accompagnamento turistico alla scoperta di tali siti); mentre, per ciò che attiene alla documentazione relativa al periodo friulano, ma non solo, nella casa materna – ora sede del Centro Studi Pier Paolo Pasolini, che ospita al p.terra una mostra permanente suddivisa in stanze tematiche – è custodita una ricca raccolta di manoscritti originali (tra cui i “Quaderni Rossi”, “Poesie a Casarsa”, ecc.), testimonianze e immagini fotografiche (oltreché di dipinti e disegni). E a Pasolini è dedicato il Teatro Comunale che, inaugurato nel 2007, è diventato centro di riferimento per numerose e qualificate iniziative culturali e sociali.Dal punto di vista del patrimonio storico-artistico, si segnala a San Giovanni (fr.: San Zuàn) – un grosso centro abitato che, per un lungo periodo, ha conosciuto, per ciò che riguarda le istituzioni civili e religiose, un percorso storico distinto e diverso da quello di Casarsa – una piccola Loggia trecentesca in stile veneto, a tre arcate ogivali (sotto i suoi portici Pasolini, giovane segretario del P.C.I., appendeva nell’immediato dopoguerra dei polemici giornali murali: questi manifesti politici sono ora conservati presso il succitato Centro Studi). Altre interessanti realtà sono invece rappresentate da alcune pregevoli chiesette. Quella maggiormente conosciuta (anche per i riferimenti pasoliniani) è la Chiesa di S.Croce (Glisiùt o Glisiuta, nell’affettuoso lessico locale), definita felicemente come il “cuore storico della comunità casarsese”, la cui parte più antica è antecedente al XV sec. (nel corso dei secoli fu poi più volte rimaneggiata). Nella zona absidale l’edificio sacro conserva importanti affreschi di Pomponio Amalteo, ma non si può escludere che alla base dell’opera amalteiana, che rappresenta, appunto, le Storie della Croce (dalla Legenda aurea di Jacopo da Varagine), vi siano stati, almeno in parte, alcuni disegni preparatori del Pordenone. La chiesa, purtroppo, in seguito ai devastanti bombardamenti alleati del marzo ’45, subì danni gravissimi, che riguardarono sia le componenti strutturali che, di conseguenza, molte scene frescate (delle quali rimane solo un’utile testimonianza fotografica), andate, perciò, irrimediabilmente perdute. Anche nell’affresco sul lato sinistro dell’aula (di carattere votivo: Madonna col Bambino, i Santi Valentino e Alvise e un donatore) si è scorta la mano del Pordenone, mentre su un lacerto della parete destra si può leggere il monogramma del pittore Pietro da S.Vito. Come già accennato, di notevole interesse storico l’iscrizione relativa all’invasione turchesca sulla lapide che venne trasferita qui, dalla Chiesa della Beata Vergine delle Grazie (e ad essa si riferisce), nel 1880, quando si procedette alla sua demolizione. Ancora più antica del Glisiùt è la Chiesetta di Versutta (non posteriore alla metà del XIV sec.), dedicata a S.Antonio Abate. La figura benedicente del patrono (S.Antoni dal pursìt, nella confidenza della gente del borgo, che lo festeggia in gennaio nel corso di una pittoresca sagra), scolpita quasi sicuramente da Carlo da Carona nel 1540 ca., è presente, col tradizionale maialino ai piedi, in una nicchia della facciata. All’interno, nella parete destra, si possono ammirare affreschi (scene della vita di Sant’Orsola, del Salvatore in gloria tra Giuseppe, Maria, Santi e Sante) della fine del XIV sec. (1370-1380 ca.), opera di un artista friulano ispiratosi ai canoni stilistici di Vitale da Bologna e di Tomaso da Modena e, ed altri – nell’intradosso dell’arco (Santi e Sante entro riquadri a compasso mistilineo), nelle volte del coro (Evangelisti) e nella parete di fondo (Incoronazione della Vergine) – per i quali, datati intorno alla prima metà del XV sec., è stato avanzato addirittura il nome del grande pittore toscano Masolino da Panicale.

Casarsa - Chiesa di S.Croce e B.V. del Rosario

Nella Chiesa di San Floriano a S.Giovanni di Casarsa (restaurata dalla Soprintendenza dopo i danni del sisma del ’76) vi sono, invece, una serie di scene ritratte (1590 ca.) dal sanvitese Cristoforo Diana (un artista che si rifà al repertorio del Pordenone e dell’Amalteo), che ripercorrono, seguendo una narrazione di ordine cronologico, la vita e il martirio di questo militare romano, un santo molto venerato nelle nostre regioni alpine e in Austria (Sankt Florian) e che qui ha dato il nome al borgo. Risalgono, invece, ad epoche assai meno remote le attuali due Parrocchiali del comune. Alquanto singolare l’Arcipretale di Casarsa, consacrata nel 1889, per l’insolita coppia di campanili (chiamati nella parlata locale “i Zimui”, cioè “i gemelli”), mentre il Duomo di San Giovanni – edificato in stile neogotico tra il 1896 e il 1904 su disegno dell’architetto canevese Domenico Rupolo (l’altissimo campanile, che ripropone lo schema di quello veneziano di piazza San Marco, fu progettato invece da Raimondo D’Aronco) – si caratterizza, in tutti i suoi aspetti, per le dimensioni davvero imponenti (vd., ad es., nella facciata tripartita, il grande rosone e il portale d’ingresso). All’interno dei due edifici sono stati collocati diversi arredi sacri ed alcune interessanti opere d’arte provenienti dalle rispettive precedenti Parrocchiali (da segnalare, nel Duomo, la Decollazione di S.Giovanni Battista, eseguita nel 1577 da Pomponio Amalteo, e la Discesa dello Spirito Santo dipinta dal genero Giuseppe Moretto nel 1592).
Di notevole valenza naturalistica è poi la piccola Isola naturale della Pulisuta, in località Boscàt, che, nonostante la limitata superficie, racchiude, sia pure a livello di microcosmi, gran parte degli ambienti tipici di questa parte della pianura friulana: bosco planiziale, risorgive, torbiera e prato stabile. Tra le essenze più importanti (e rare) dell’area si ricorda l’Eufrasia di Marchesetti, specie protetta. La Città di Casarsa della Delizia (la specificazione « della Delizia », dal nome della località tra questa ed il vicino fiume Tagliamento, fu aggiunta col R.D. 18.8.1867 n. 3893, mentre il titolo di « Città » le è stato concesso, con decreto presidenziale, il 25.10.2000), storicamente contraddistinta da una forte vocazione cooperativistica, è nota soprattutto per ospitare una delle più importanti cantine italiane per i processi di vinificazione e nell’ultima settimana di aprile e la prima di maggio si svolge qui, dal 1949, la Sagra del Vino ~ Festa di Primavera, una conosciutissima manifestazione di respiro interregionale curata dalla Pro Loco che, nel corso dell’ultima, riuscitissima edizione (62a: “Primavera di colori, sapori, emozioni…”), ha largamente superato il tetto delle 200.000 presenze. Ed è per questo che Casarsa è a buon titolo – unica della provincia di Pordenone – “Città del Vino”. In giugno si organizza invece a San Giovanni, in onore del patrono, la Fiesta di San Zuàn e, similmente nel capoluogo (nel periodo ferragostano), la Sagra di San Rocco; in gennaio, la tradizionale cerimonia di consegna del Premio Cittadino dell’Anno (giunto alla sua XIX ediz.: primo assegnatario del prestigioso riconoscimento, conferito dalla Pro Casarsa della Delizia in collaborazione con l’ass. Forum Democratico, è stato il maestro Elio Ciol, fotografo casarsese di fama internazionale) assieme al Diploma Humanitas (XVI ediz.); e, come già ricordato, la Sagra di Sant’Antoni di Zenàr a Versutta. Da segnalare, infine, che nel 2009 ha debuttato con successo, alla fine dell’estate, l’iniziativa “ I love Casarsa ” promossa dall’associazione Negozi Delizia.

Dati Statistici

  • Altitudine: 44 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 20,41 Kmq
  • Abitanti: 8.585 (Dati dicembre 2010)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Boscàt, Comunali, San Giovanni, San Floreano, Villa Sile e Versutta

Informazioni turistiche

Pro Casarsa della Delizia
indirizzo : via Zatti, 1 Casarsa della Delizia (PN) 33072
telefono: +39 0434 871031
e-mail: procasarsa@gmail.com
e-mail: segreteria@procasarsa.org
web: www.procasarsa.org

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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