Morsano al Tagliamento

Il territorio di Morsano è ricco di toponimi che attestano un’ampia presenza di coloni romani (il centro stesso deriva dal prediale «Mursius») e più tardi di longobardi (giunti nel VI secolo) e di slavi (chiamati dalla Carniola intorno al Mille). Recenti studi, che combinano i numerosi e ricchi rinvenimenti archeologici con le rilevazioni aeree, la cartografia medievale e la conformazione dei terreni, sono in grado di affermare che l’area ha rivestito notevole importanza sin dai primi decenni. a.C. e per molti secoli: si trovava nella centuriazione dell’agro di Julia Concordia e in età augustea era dotata di un importante asse viario lastricato di trachite euganea largo 30 piedi (ca. 9 m.) che risaliva da Concordia, attraversava il Tagliamento all’altezza di Pieve di Rosa e proseguiva per Quadruvium (Codroipo) verso il Norico. Gli insediamenti avevano una specifica vocazione produttiva, agricola e artigianale (laterizi, anfore, ecc). Molti reperti si trovano al Museo Archeologico di San Vito e un bel capitello romano oggi è adoperato come sostegno per il fonte battesimale della chiesa parrocchiale. Il Tagliamento abbracciava il territorio con due rami (maius e minus, come ricorda Plinio); nel corso dei secoli le sue violente piene provocarono forti mutazioni ambientali, cancellando ampi tratti di strada e causando l’impaludamento delle bassure, tanto che nel tardo Medioevo la zona aveva ridotto il suo ruolo. Nel 1596 il fiume si aprì un alveo, che poi si consolidò, a oriente di San Paolo, Mussons e Belgrado, “trasferendo” i tre villaggi rurali (che ancor oggi parlano la lingua con la variante “di là da l’aghe”) sulla riva destra.

Morsano - Oratorio di San Rocco

L’attuale Morsano compare in un atto del 1190, per una permuta di feudi tra Guecelletto II di Prata e Federico di Caporiacco. Da quell’epoca, pur passando più volte di mano tra famiglie feudali, si chiamerà Morsano di Prata, poi le carte segneranno “delle Ocche” e solo dopo l’unità d’Italia “al Tagliamento”. Alcuni atti, dell’ottobre 1258 e nel corso del Trecento, attestano l’esistenza di un castello – del quale poi si sono perse le tracce – che doveva sorgere su una piccola altura a sud dell’attuale centro e su cui venne costruito un palazzetto seicentesco che dà sull’attuale via G. Infanti. Alcune località circostanti, come Saletto (già possedimento longobardo) e Bando, per secoli appartennero all’Abbazia di Sesto, mentre Mussons e San Paolo erano giurisdizione feudale del vicino castello di Belgrado e rimasero anche ecclesiasticamente legati all’altra riva del fiume sino ad epoca recente. Intorno al castello di Morsano sorgeva il villaggio, che era amministrato secondo le regole delle “vicinie”. Poi figurò come “Comune”, molto attivo nei suoi deliberati e nelle realizzazioni, soprattutto nei secoli XVII-XVIII. Oltre ai passaggi istituzionali, alle guerre e invasioni che interessarono l’intero Friuli dall’arrivo della Serenissima alle armate napoleoniche e sino all’unità d’Italia, è opportuno ricordare una serie di calamità naturali che colpirono le locali popolazioni agricole: dalla peste ai terremoti, dalle locuste all’assalto dei lupi, cui si aggiungevano periodicamente le rovinose piene del Tagliamento che obbligavano a ricostruire in tutto o in parte i villaggi rivieraschi. Non mancò tuttavia la fede e la pietà popolare, che eresse luoghi di culto ove si sono conservate anche le opere d’arte. Morsano apparteneva alla Pieve di Cordovado, dalla quale si distaccò nel Seicento. L’attuale Parrocchiale di S. Martino, con un’unica vasta navata e piane linee settecentesche, fu costruita negli anni 1757-60 da Sebastiano Lotti. Al suo interno conserva alcune buone tele. La più importante è la Madonna con il Bambino in gloria e i Ss. Rocco e Francesco, firmata da Palma il Giovane, testimonianza della sua tarda attività pittorica con abilità di ritratti e gioco chiaroscurale. La pala, con al centro S. Martino, è di Giovanni Antonio Semolini e del figlio Giovanni Maria (datata 1706) e altre tele sono opera di Agostino Pantaleoni (1740-1817): Madonna della Cintura, S.Giuseppe e le Anime purganti, Madonna del Rosario. Nel campestre Oratorio di S.Rocco si conservano affreschi di Marco Tiussi (sec. XVI) e Giuseppe Moretto, genero di Pomponio Amalteo. Alla pittura di Giampietro da San Vito (inizi sec. XVI) sembra appartenere il ciclo di affreschi della chiesetta di Saletto. Settecentesca è la Parrocchiale di San Paolo, a unica navata con altar maggiore di marmi policromi di Giovanni Pischiutti (1706). Al visitatore del territorio morsanese si consiglia un’escursione sui terreni golenali del Tagliamento, ricchi di specie arboree (dell’associazione querco-carpinetum boreoitalicum), floreali (fra cui 12 specie di orchidacee) e micologiche.

Dati Statistici

  • Altitudine: 14 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 32,16 Kmq
  • Abitanti: 2,875 (Dati: Aprile 2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Mussòns, Saletto-Bando, San Paolo

Manifestazioni e Sagre

  • Sagra dei Gamberi (a Saletto, tra fine giugno e i primi di luglio [25 giugno-04 luglio 2010)] per i Ss. Pietro e Paolo).
  • Sagra dal Mus (a Mussons, a fine luglio e primi di agosto, per la ricorrenza di S. Osvaldo).
  • Festa dell’Oca (a Morsano: in agosto, per la ricorrenza di S.Rocco e, a novembre, per S.Martino).

Informazioni turistiche

Pro Morsano al Tagliamento
indirizzo: via Feletti, 2 - Morsano al tagliamento (PN) 33075
telefono: +39 0434 696026
e-mail: prolocomorsanoaltagl_to@yahoo.it

Pro Saletto
indirizzo: Via Comugne - 33075 Saletto di Morsano al T..to (PN)
telefono: +39 0434 697351
mobile: +39 338 7030953
e-mail: prolocosaletto@yahoo.it

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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