Fiume Veneto

L’elemento che identifica il territorio e dà il nome allo stesso Comune è il fiume Fiume, che assieme al Sile caratterizza un’area rigogliosa d’acque e un tempo anche di boschi, risorse principali per le popolazioni che qui si erano insediate sin dall’età del bronzo. Ancor oggi l’ambiente naturale riserva numerosi angoli incontaminati, soprattutto intorno alle olle di risorgiva ove l’acqua risale in superficie a temperatura costante e a regime continuo formando un reticolo di corsi minori e conservando preziose varietà di flora e fauna. Si consiglia in proposito una visita primaverile all’area di Via Sacconi (il cui toponimo indica appunto una “sacca” di terra tra le acque), a ridosso della sponda sinistra del Fiume. I laghetti in località Cesena ricadenti nel vicino comune di Azzano X, pur artificiali essendo conseguenza degli scavi per la costruzione dell’autostrada, mantengono una vegetazione rigogliosa e rappresentano un’oasi importante per gli uccelli migratori. Il paesaggio naturale si arricchisce di scorci suggestivi che segnalano gli insediamenti umani storici e le attività produttive protrattesi per secoli, come l’opificio idraulico in Via del Maglio a Bannia con battiferro, segheria e mulini. Nel Medioevo l’attuale comune era diviso fra due domini: alla destra del corso d’acqua Fiume Piccolo appartenne alla corte di Naone e poi attraverso vari passaggi giunse alla Casa d’Austria negli anni ’70 del Duecento e vi rimase fino al 1508, quando passò a Venezia assieme al territorio di Pordenone. Sul versante opposto, la più ampia parte era soggetta alla potente Abbazia di Sesto, ed era chiamata Flumen famulorum poiché una numerosa servitù della gleba provvedeva a coltivare le terre e a difenderle dalle ricorrenti inondazioni. Nel 1247-1248 l’abate sestense Ermanno, per far fronte ai debiti di cui era oberata l’Abbazia a causa di spese per approntamenti difensivi e riparazioni, col consenso patriarcale vendette ai Signori di Prata la villa di Fiume col mulino, le selve, i prati e le decime. La villa seguì quindi le sorti della famiglia dei di Prata sino all’avvento della Repubblica di Venezia nel 1419-1420. L’amministrazione ecclesiastica rimase sempre dipendente dalla diocesi di Concordia e più direttamente dalla chiesa madre di Pescincanna. Sin dal 1401 gli abitanti di Fiume riuscirono però a costituire un proprio giuspatronato per garantirsi la presenza di una chiesa autonoma che venne riconosciuta in seguito. Durante il dominio della Serenissima grandi quantità di “legni” del bosco di Fiume, principalmente di prezioso rovere, presero la via d’acqua per essere utilizzati nei cantieri navali della città lagunare. Gli abitanti dei vari villaggi si organizzarono in vicinie, riunioni di capifamiglia convocate al suono della campana per discutere come far fronte alle disgrazie, come distribuire le magre risorse e quali richieste presentare ai provveditori veneziani. L’organizzazione comunale, com’è oggi intesa, avvenne solo dopo la caduta della Repubblica di San Marco, con i provvedimenti di epoca napoleonica che istituirono il Comune di Fiume. Dopo la parentesi austriaca col Regno Lombardo-Veneto (1815-1866), Fiume entrò a seguito della Terza Guerra di Indipendenza nello stato unitario italiano. Nel 1911, per evitare confusioni e disguidi soprattutto postali con la più importante città omonima posta sul Quarnaro, che peraltro apparteneva all’Impero austro-ungarico, re Vittorio Emanuele III decretò che il Comune si chiamasse Fiume Veneto. Dopo secoli di assoluta vocazione agricola (oggi ben rappresentata dall’azienda sperimentale Ricchieri), il Comune conobbe una rapida industrializzazione, grazie alle copiose acque, con il cotonificio che sorse nel 1885 dando lavoro a centinaia di persone, e con le fornace di laterizi presenti sia a Fiume che a Bannia. Vi hanno poi contribuito la vicinanza con Pordenone, una importante rete viaria data dalla Pontebbana e dall’autostrada A28 e una diffusa capacità imprenditoriale che sin dagli anni ’50 ha trasformato stalle ed edifici agricoli in laboratori artigianali, confluiti poi in capannoni nell’area industriale. Oggi il Comune può contare circa seicento attività produttive che impiegano oltre 2.000 persone. Nel territorio comunale non mancano numerose testimonianze artistiche che, unite agli aspetti paesaggistici e naturalistici, consigliano un itinerario in bicicletta lungo la viabilità minore.

Cimpello - Chiesa

La chiesa di Santa Maria della Tavella in località Fiume Piccolo risale quanto meno al XIV secolo e fu rimaneggiata nel XVII. Ha forma semplice a capanna sormontata da un campaniletto con monofora e contiene affreschi di pittore anonimo databili tra la fine del XIV e gli inizi del XV secolo raffiguranti il Redentore in gloria, i Simboli degli Evangelisti, Maria e Gesù Cristo in trono e l’Incoronazione della Vergine. Più tardiva di circa un secolo è l’Annunciazione, attribuita a Pietro Gorizio. La località Marzinis conserva un lembo protetto del vasto bosco esistente un tempo; nell’oratorio di San Girolamo, affreschi databili fra XV e XVI sec. con Dottori, Profeti ed Evangelisti, attribuiti a Pietro da San Vito. Nell’antica Pieve di Pescincanna sono leggibili interessanti affreschi duecenteschi con allegorie e simboli cristiani, mentre la nuova parrocchiale fu ultimata nel 1921 su progetto di Domenico Rupolo. La Chiesa di Praturlone, ricostruita nel 1949, ha mantenuto in forma di cappella il coro della vecchia chiesa affrescata dal bergamasco Antonio Zago nei primi anni del Cinquecento con Dottori della Chiesa, una grande Crocifissione, Santi e Storie di San Giacomo cui era dedicata. Una statua lignea cinquecentesca dell’Addolorata, proveniente dall’abbattuta chiesa di Santa Maria del Bosco, è visitabile nella Parrocchiale di Bannia, ove è esposta anche una pala della Madonna della Cintura del noto pittore veneziano Andrea Celesti (1637-1712). La Chiesa di Cimpello, costruita nel 1525, si smembrò dalla matrice di Azzano nel 1584 e subì rimaneggiamenti neoclassici nel ‘700; la sua acquasantiera, rimasta incompiuta, è opera del Pilacorte. Nell’Oratorio di San Francesco a Fiume si trova una pala dell’Immacolata con i Ss. Francesco d’Assisi e Francesco di Paola dipinta nel 1734 da Giuseppe Buzzi. Va altresì segnalata la settecentesca Villa Ricchieri, dimora della famiglia nobiliare qui residente, ora adibita a scuola materna. Fiume Veneto mantiene altresì numerosi rapporti con altre realtà europee, soprattutto grazie ai gemellaggi con l’austriaca Sirnitz, la tedesca Hude e la francese Castelsarrasin.

Dati Statistici

  • Altitudine: 20 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 35,76 Kmq
  • Abitanti: 11,343 (Dati: 31/08/2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Bannia, Cimpello, Pescincanna e Praturlone

Manifestazioni e Sagre

  • Festa della “Renga” (org. dal “Quartiere Primo Maggio”/Mercoledì delle Ceneri e gg. succ.; nei chioschi: aringa, “bigoi in salsa”, frico, vini).
  • Festeggiamenti “Quartiere 1° Maggio” (Ed. 2010: presso locali della “Casetta”/fine maggio-inizi giugno).
  • Sagra del Baccalà (Pescincanna/metà del mese di giugno).
  • Festeggiamenti Cimpellesi (Cimpello/fine giugno-prima metà di luglio).
  • Sagra del Polletto ~ Festeggiamenti di San Giacomo (Praturlone/metà di luglio).
  • Sagra dello Struzzo (Tavella/prima metà del mese di settembre).
  • “Fiumettopoli”: una manifestazione sul fumetto d’autore a carattere nazionale (Ed. 2010: Centro e “Area Palazzetto”/17-19 settembre).

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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