Cenni storici

La zona conserva nelle strutture ortogonali delle vie e dei campi i segni inequivocabili della centuriazione dell’agro di Julia Concordia, compiuta a partire dal 41 a.C. dai Romani tra Livenza e Tagliamento. Tra decumani e kardines che componevano un disegno regolare, il territorio di Chions ha mantenuto sino ai tempi recenti la vocazione agraria. Troviamo infatti numerosi toponimi prediali romani e medievali legati alle coltivazioni e all’allevamento. L’origine etimologica del toponimo Chions è attestato da un “Villa Caum” dell’anno 1072, seguito da “de Chaone” e de “Caons” del Duecento; un’altra duplice interpretazione è da “cagociu” in origine soprannome col significato di “persona boriosa, altezzosa” oppure dal latino “cucutia” che significa “zucca”. Tra il secolo XIV e XV Chions apparteneva ai Signori di Panigai, Taiedo ai Porcia, Villotta e Torrate ai Signori di Sbroiavacca. E’ documentato che a Chions sia esistita una centa, rilevata a nord-est del territorio con un terreno rialzato di 4 metri rispetto al piano e con una circonferenza di circa 250 metri. L’attuale campanile, del quale resta poco di originale per gli interventi subiti, non sarebbe altre che l’antica torre. La frazione di Taiedo, deriva dal latino “tilia” che stava ad indicare un bosco di tigli. Dipendeva da San Vito e quindi dal Patriarca di Aquileia a nche dopo la conquista da parte veneziane del Friuli. Nel 1367 il Patriarca Marquando conferiva l’investitura di un maso a Sindico di Sbrojavacca, mentre la costruzione dell’attuale chiesa e il campanile risalgono al 1420. Taiedo è riportata nei libri di storia per una controversia fra il Patriarca Giovanni Grimani e la Repubblica Veneta che riguardava i diritti sul suo feudo, che apparteneva a un ramo della famiglia Altan estintasi in quegli anni. Per comporla intervennero il Papa e i Re di Francia e di Spagna e sotto il regno di Sisto V la vertenza fu sanata con l’espediente, escogitato dal Senato veneto, di far dono il feudo al Sommo Pontefice.

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