Zoppola

 

Zoppola (fr.: Sòpula), 8.500 abitanti, ca., è un comune piuttosto esteso, formato da diverse frazioni e località (Castions [paese natale del cardinale Celso Costantini], Cusano, Murlis, Orcenico Inferiore, Orcenico Superiore, Ovoledo, Poincicco, Policreta; e poi Cevraia e Ponte Meduna) distribuite lungo l’asse della Statale Pontebbana. Nonostante l’abbondanza di studi etimologici, non è stata raggiunta un’interpretazione univocamente accettata del toponimo, che è documentato nell’a. 1103 «de Zaupola». Una spiegazione plausibile è che Zoppola sia un derivato col suffisso -ola dalla base *zaupo, da cui il friulano ciaup: “tronco”, poi “truogolo” e, per estensione, anche “abbeveratoio”, “pozza”, “vasca”. Il territorio zoppolano era sicuramente già abitato in tempi preistorici da genti proto-indoeuropee (l’ambiente, soprattutto per la ricchezza d’acqua e la feracità del suolo, si prestava ottimamente ad insediamenti umani stabili) e quindi euganee e gallo-carniche; in proposito sono stati rinvenuti importanti reperti archeologici relativi alle varie epoche (età della pietra, del ferro). Durante il periodo romano era dotata invece di un proprio agro parcellato e popolata da coloni (permangono, a testimonianza, numerosi toponimi: Cusano, Villa Romana, Strada Romana o Levada, Orcenico, ecc.). Ma è stato indubbiamente il Medioevo il periodo più interessante, ed anche più complesso, per Zoppola. Fu per difendersi dalle invasioni barbariche che vennero qua creati una serie di abitati fortificati che, specie dopo le sanguinose incursioni ungare dei secc. IX-X, assunsero via via la fisionomia di fortilizi più muniti, alcuni dei quali costituirono le basi per l’edificazione successiva di veri e propri castelli, come quelli di Cusano e quello del capoluogo. Da un punto di vista della giurisdizione feudale, le vicende legate a quest’ultimo si trascinarono travagliate e confuse fino agli inizi del XV secolo. Prima, per un lungo periodo, il feudo, così come il collegato corpus separatum di Pordenone, era stato appannaggio dei Duchi d’Austria che investirono di questo i primigeni signori di Zoppola. Estintasi tale casata in quanto a discendenti maschi, seguì un complicato intreccio di conferme, lotte intestine, investiture ed infine acquisti a metà da parte delle famiglie, tra loro avversarie, dei Valvasone e dei Prodolone-Mels, sino a quando, nel 1405, i fratelli del patriarca portogruarese Antonio Panciera, capo spirituale e temporale del Friuli, lo acquistarono da queste ultime due casate per 5.200 ducati, provvedendo subito dopo il presule aquileiese ad una fraterna investitura formale (merum et mixtum imperium).

Zoppola - Castello Panciera

Da allora gli avvenimenti castellani e feudali del territorio zoppolano (ad eccezione di Castions e Cusano, sottoposte alla giurisdizione sia di altre famiglie nobili che dell’autorità abbaziale) si legarono a quelli della dinastia dei Panciera (nobili parlamentari del Friuli e conti palatini), passando dal dominio patriarcale a quello della Serenissima, conoscendo, quindi, intervallato dall’occupazione napoleonica, il dominio asburgico. Finalmente, nel 1866, il comune – composto dalle tre precedenti entità feudali di Zoppola, Castions e (parte) di Cusano – entrò a far parte del Regno d’Italia con l’assetto territoriale ch’è quello attuale. Per quanto riguarda il patrimonio storico-artistico, il comune di Zoppola è ricco di monumenti insigni e testimonianze antiche. Oltre al castello, numerosi edifici sacri presenti nelle varie località racchiudono, infatti, significative e preziose opere d’arte ed essi stessi lo sono. Il Castello dei Conti Panciera – uno dei più belli della regione grazie alla sua architettura unica, ma soprattutto uno dei più rispondenti all’immagine del castello italiano – s’innalza su una pianta rettangolare ed è caratterizzato da una facciata maestosa e imponente (che gli conferisce l’aspetto dei palazzi italiani del Quattro/Cinquecento), un tempo frescata, mentre la torre, oggi integrata nel complesso castellano, presentava, prima del sisma del ’76 (che distrusse anche le merlature), dimensioni ancora notevoli. Come sovente accade in queste casi, è difficile una datazione certa; come si è detto, è probabile che una prima opera difensiva (per vigilare sulla strada che dal guado sul Tagliamento conduceva a Pordenone) risalga all’XI sec., destinata poi ad ingrandirsi nei due secoli seguenti con l’innalzamento di una torre a tre livelli e a fortificarsi dotandosi di un triplice fosso. Fatto oggetto di diversi rifacimenti (nel 1511 il maniero non fu per nulla immune, così come quello di Cusano, dalle devastazioni propagatesi in seguito alle vicende della famosa jacquerie nota come la “Crudel zobia grassa”), a partire dall’infeudazione dei Panciera, o meglio, dalle ristrutturazioni degli inizi del ‘500, ha poi mantenuto una sua propria, distinta tipologia, che, stemperatisi la severità turrita d’un tempo in una trama architettonica più armoniosa, è sostanzialmente quella di un grande castello cittadino. Di notevole interesse i variegati affreschi, di scuola amalteiana, nelle pareti della “cortassa”, così come tutti gli interni, con arredi d’epoca originali e soffitti a cassettoni, ove si segnala il c.d. “studiolo del cardinale”, mirabilmente intarsiato, le cui decorazioni si ritiene siano state eseguite da Giovanni da Udine. Della collezione privata dei conti Panciera fanno parte importanti dipinti di Pietro Longhi e del Tiepolo. Intorno al castello, una serie di caratteristiche case contadine completano coerentemente il borgo cintato. Nella Pieve di S.Martino di Zoppola – il cui impianto originario, probabilmente coevo al castello, ha subito poi numerosi rifacimenti – si conservano: un bel dipinto raffigurante lo Sposalizio Mistico di S.Caterina (fine ‘500), opera della bottega di Palma il Giovane, un’acquasantiera cinquecentesca attribuibile al Pilacorte; un pregevole battesimale in marmo rosso (XVII sec.); oltre ad una serie di interessanti arredi sacri (tra cui una cinquecentesca croce astile in argento dorato). In quella di S.Andrea a Castions, risalente al 1521 (il campanile fu ricavato adattando una vecchia torre di vedetta), di notevole rilevanza artistica sono alcuni dipinti, fra cui la Discesa dello Spirito Santo dell’Amalteo, una Madonna coi Ss. Sebastiano e Rocco, sempre del grande pittore sanvitese, oltre ad una vivace paletta, rappresentante la Ss.Trinità, attribuita ad Antonio Carneo (1637-1692), massimo esponente della pittura friulana del Seicento; interessante anche un’acquasantiera secentesca, opera dei maestri scalpellini di Meduno. A Cevraia, l’altar maggiore della Chiesetta di S.Stefano (XVI sec., da poco restaurata) è sovrastato da una pala (Madonna con Bambino) eseguita nel 1554 da Giovanni Maria Zaffoni detto il Calderari; assai suggestiva, inoltre, una pila duecentesca “con croce di Malta”. Proseguendo nell’esame degli edifici sacri zoppolani, degne di nota sono pure la quattrocentesca Chiesetta di S.Marco di Castions (all’interno, trittico di S.Agata e S.Lucia del Ferrara e una bella pila dell’acqua santa del XVI sec.); la Chiesa di S.Lucia di Murlis, dalle caratteristiche forme curvilinee, ove si conservano un sontuoso altare settecentesco in marmi policromi ed altre significative opere d’arte provenienti da Venezia, tra cui il medaglione di S.Lucia, due Angeli, attribuiti a T.Ruer e M.Fabris e la grande pala di S.Apollonia, di Luca Ferrari; la Chiesa di S.Lorenzo a Orcenico di Sopra (pale di fine ‘500 – Ss.Trinità con i Santi Michele e Giorgio e Madonna con Bambino e i Ss. Giuseppe e Urbano – di Giuseppe Moretto e coevo fonte battesimale in pietra); infine, la trecentesca Chiesetta di S.Michele Arcangelo di Ovoledo, decorata (1568-1569) nell’abside con una serie di affreschi da Girolamo del Zocco (mentre quelli nella parete a sinistra dell’ingresso risalgono al ‘300). Ricco e vario anche il patrimonio ambientale. Un’elencazione necessariamente sintetica degli ecosistemi più significativi comprende: il parco naturale del Cellina-Meduna, ove scorrono acque di risorgiva e vegetano piante tipiche dei magredi; Li’ Blachis (di proprietà comunale): qui il magredo si alterna alla vegetazione spondale; la carpineta La Bressana; i c.d. gorcs: un particolare tipo di risorgiva, di notevole interesse naturalistico. Infine, ai margini della Strada Romana (o Levada) e presso il fiume Sile (oltreché nel Bosco di Marzinis), sono osservabili gli ultimi lembi del bosco planiziale (associazione di acero e farnie, su rara flora di sottobosco).

Dati Statistici

  • Altitudine: 36 m s.l.m.
  • Superficie comunale: 45,36 Kmq
  • Abitanti: 8,520 (Dati giugno 2009)
  • Frazioni (fonte statuto comunale): Castions, Cusano, Murlis, Orcenico Inferiore, Orcenico Superiore, Ovoledo e Poincicco

Manifestazioni e Sagre

  • Sagra degli Asparagi (Cusano/maggio).
  • Sagra dei Gamberi (Orcenico Superiore/luglio).
  • Sagra delle Patate (Ovoledo/metà luglio: degustazioni, convegni, borsa-mercato).

Informazioni turistiche

Pro Zoppola
indirizzo: Via Leonardo da Vinci, 2 - 33080 Zoppola (PN)
telefono: +39 0434 979947
e-mail: biblioteca@comunezoppola3.191.it
web: www.prolocozoppola.it

(Testi e ricerche: dott. Pier Paolo Guarino e dott. Giuseppe Mariuz)

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