Chiese e cappelle votive

 

1. Chiesa di Santa Croce, il Glisiùt (Casarsa della Delizia)

L’edificio del XV secolo ha la facciata liscia è arricchita dagli archetti a sesto acuto sottogronda, che continuano anche lungo le pareti laterali, dalla porta rettangolare inquadrata in pietra con timpano interrotto e dall’occhio circolare. L’aula quasi quadrata con copertura a travi a vista (tre capriate) prende luce da una grande finestra ad arco acuto sul lato destro. Il presbiterio poligonale con volta a vele, delimitate da costoloni cinquecenteschi, presenta due luci trilobate. La chiesetta fu in parte ricostruita nel 1945 in seguito ai bombardamenti subiti durante la seconda guerra mondiale, che distrusse la volta, l’arco trionfale e gran parte della parete destra.
Gli affreschi che decorano il presbiterio sono di mano dell’artista Pomponio Amalteo (1505-1588), che li eseguì nel 1539. Partendo dalla parete sinistra troviamo diverse scene legate alla storia della Santa Croce: Apparizione della Croce a Costantino, Resurrezione di una morta per opera della Croce, Imperatore Eraclio trasporta la sua croce in Gerusalemme. Nelle lunette superiori: Regima di Saba riconosce il legno della Croce, Elena al lago di Betsaida, Cristo con la Croce sulla via del Calvario, Crocifissione, Deposizione. Gli affreschi della cupola sono stati distrutti, ne rimane memoria solo in alcune fotografie. Dello stesso artista è probabilmente l’affresco della navata sinistra con l’immagine della Vergine con il Bambino e i Santi Valentino e Luigi. L’altare in marmo è del XVIII secolo. Su una parete della chiesa è murata una lapide del 1529, proveniente dalla chiesa delle Grazie ora distrutta, che ricorda come nel 1499 i Turchi fossero passati vicino al paese senza depredarlo. Da tale memoria Pier Paolo Pasolini trasse spunto per comporre il dramma “I Turcs tal Friùl” scritto in dialetto casarsese.

2. Parrocchiale di Santa Croce e Beata Vergine del Rosario (Casarsa della Delizia)

La chiesa parrocchiale di Santa Croce e Beata Vergine del Rosario, costruita tra il 1877 e il 1880 e consacrata nel 1899 è sita in Piazza Cavour. I due caratteristici campanili, che i casarsesi chiamano “ziumi” (gemelli), rimandano a soluzioni di architettura esterna sull’esempio della romana Trinità dei Monti. Nella chiesa si conserva un’opera di Pomponio Amalteo: si tratta di una grande pala raffigurante la Deposizione, dipinta dall’artista nel 1562 per la chiesa di Santa Croce. Si segnalano inoltre le opere di Jacopo d’Andrea di Rauscedo, gli affreschi di Umberto Martina e di Tiburzio Donadon, le statue dei Santi Pietro e Paolo nell’altare maggiore di Francesco Zugolo. Da segnalare infine, gli affreschi dell’abside, che studi recenti hanno attribuito al pittore Aurelio Mariani. Nel 1929, quarantesimo anniversario della consacrazione della chiesa, Mons. Stefanini affidò all’artista di Velletri la realizzazione di una Esaltazione della Croce nei catini dell’abside, con Quattro Virtù Cardinali ad abbellire la volta del presbiterio.

3. Oratorio della Beata Vergine delle Grazie (Casarsa della Delizia)

Di questa piccola chiesa votiva sono rimaste poche tracce, emerse solo a seguito di specifiche indagini archeologiche. Posta presso l’attuale piazza Cavour, venne edificata dopo lo scampato pericolo dell’invasione dei Turchi nel 1499, come testimonia la famosa lapide del 1529, ora situata presso la Chiesa di Santa Croce. Nel 1877 venne completamente demolita in concomitanza dell’avvio dei lavori di costruzione della nuova parrocchiale. Grazie a recente interventi di arredo urbano in via Matteotti e piazza Cavour, è possibile scorgere la traccia del perimetro dell’antico oratorio, evidenziata cromaticamente nell’attuale pavimentazione.

4. Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (San Giovanni)

La chiesa attuale fu costruita su progetto dell’arch. Domenico Ruolo dall’impresa di Girolamo d’Aronco, tra il 1896, anno in cui fu posata la prima pietra, ed il 1908, anno della consacrazione. Durante l’edificazione della nuova parrocchiale, la vecchia chiesa venne mantenuta in all’interno della nuova struttura, per poi essere demolita in un secondo tempo. Il grande edificio in mattoni costruito in stile neogotico presenta una facciata tripartita da lesene, una loggetta sotto la linea di gronda e pinnacoli a coronamento. Da notare il grande rosone e il portale in pietra con lunetta contenente un bassorilievo di Luigi De Paoli, raffigurante il Battesimo di Cristo (1909). La porta laterale destra è decorata con ventiquattro formelle di legno intagliato di Giovanni Costantini.
Il campanile in stile neogotico fu costruito tra il 1878 ed il 1882 su progetto di Raimondo d’Aronco, noto architetto liberty. La struttura in mattoni presenta una cella campanaria con bifore di gusto veneziano lavorate in pietra, sormontata da un’alta guglia ottagonale al centro e quattro cuspidi in pietra agli angoli, che accentuano lo slancio verticale dell’insieme (56 metri). L’interno a tre navate, divise da archi a sesto acuto sostenuti da doppie colonne, ha un notevole sviluppo in altezza, accentuato dalla copertura a volte con nervature che producono un effetto decorativo più che strutturale; nel presbiterio la verticalità è accentuata attraverso le vetrate e lo stile neogotico dell’altare. L’ambiente, decorato con grande attenzione all’omogeneità stilistica, è ricco di opere in marmo e in legno, di statue, di tele e di affreschi eseguiti da artisti del primo Novecento, ma vi si conservano anche alcune opere d’arte provenienti dalla precedente chiesa, che aveva una storia antichissima e fu più volte rimaneggiata con diversi interventi nel corso del XIII e poi del XVI secolo. Sulla parete sinistra del coro si trova un’opera di Pomponio Amalteo (1505-1588). Si tratta di un olio su tela raffigurante la Decollazione di San Giovanni Battista, databile agli ultimi anni di attività dell’artista (1577) per l’uso della luce, della linea e del colore. Si ricorda ancora la Discesa dello Spirito Santo, opera dipinta da Giuseppe Moretto nel 1592, e l’altare del Rosario (1714) in marmo con l’immagine della Madonna del Rosario realizzata con intarsi policromi.

5. Chiesetta di Sant’Urbano (San Giovanni)

La chiesa risale al XVII secolo e conserva la sua struttura originaria, perché non vi sono stati interventi nelle strutture murarie. Il prospetto principale è caratterizzato da un timpano triangolare, con orologio al centro, sormontato dalla bifora campanaria, e dalla porta rettangolare architravata, affiancata da due finestre quadrate.
All’interno l’aula è rettangolare con capriate visibili, mentre il presbiterio è quadrato con volta a vele senza costoloni. Si conservano tre altari: l’altare maggiore in marmi policromi, con un dipinto della Madonna Addolorata, opera di Giuseppe Peloi pittore novecentesco di San Giovanni, e i due laterali dedicati alla Madonna e a Sant’Urbano.

6. Edicola (San Giovanni)

La piccola edicola settecentesca appoggiata ad un’abitazione privata, all’incrocio con le vie Monastero e Runcis, presenta una semplice struttura intonacata e tetto a capanna con copertura in coppi; anteriormente un’apertura con un ampio arco ribassato chiusa da un cancello in ferro battuto. Sulla parete di fondo l’affresco raffigurante la Madonna del Carmelo tra San Sebastiano, Sant’Urbano, Sant’Antonio da Padova e San Floriano. Nella parte superiore due angeli, attorniate da altre testine angeliche, reggono sul capo la corona. Ben visibili i santi Sebastiano e Urbano sulla sinistra e Sant’Antonio sulla destra mentre di San Floriano si intravvedono solo poche parti.

7. Chiesetta di Santa Margherita (Sile)

La chiesa edificata all’inizio del XVI secolo subì dei rifacimenti successivi, attuati in varie epoche anche recenti; nel 1913 ad esempio incominciarono i lavori di innalzamento dell’aula e del campanile, che si conclusero dopo l’ultima guerra.
La facciata inquadrata lateralmente da lesene termina nella parte sommitale con gli spioventi incorniciati in cotto ad archetti, motivo che continua sottogronda anche lungo le pareti della navata. La porta d’ingresso ad arco a tutto sesto e l’occhio sono decorati con gole di cotto, mentre due finestrelle tonde laterali sono state murate. Il campanile a vela si trova sul colmo del tetto a capanna. All’interno rimane un altare in legno scolpito con pala secentesca raffigurante Santa Margherita e i Santi Ermacora e Fortunato. Sulle pareti della navata si conservano alcuni affreschi del 1518 dipinti da un pittore che si firma “Joannes Maria”.

8. Chiesa di Sant’Antonio Abate (Versutta)

La chiesa di Sant’Antonio Abate, risalente al XIV secolo, è il più antico monumento di epoca medievale presente sul territorio comunale di Casarsa. Si tratta quindi di un edificio molto importante dal punto di vista architettonico, ma soprattutto artistico per la presenza di affreschi che risalgono al XIV e XV secolo. La facciata è caratterizzata dalla presenza di un portale con arco schiacciato, sormontato da un’edicola definita da due lesene e timpano, con una nicchia che contiene l’immagine di Sant’Antonio Abate, scolpita da Carlo da Carona nel 1540 circa, secondo la tipica iconografia del santo, caratterizzato dalla presenza del maialino ai suoi piedi. La facciata termina con un campanile a bifora, rifatto in epoca tarda. Sulla parete destra si apre la seconda porta d’accesso, architravata, sormontata da un’ampia finestra aperta nel Settecento. L’edificio ha una struttura piuttosto semplice costituita da un’aula rettangolare con travi a vista, un presbiterio quadrato con volta a crociera, profilata da costoloni con decorazioni dell’inizio del XV secolo, e un’abside poligonale.
All’interno, da ammirare gli affreschi nella parete destra, attribuiti alla scuola di Tommaso da Modena, risalenti al 1370-1380 alla scuola bolognese in genere. Gli affreschi dell’intradosso dell’arco trionfale, della volta del coro e della parete di fondo sono invece di un anonimo maestro del XV secolo e rappresentano figure di Santi, Evangelisti e Incoronazione della Vergine, mentre un riquadro con la Madonna con Bambino e San Rocco mostra i caratteri della pittura primocinquecentesca di Giampietro di San Vito.

9. Chiesa di San Floriano (San Giovanni)

La chiesa fu edificata probabilmente nel XV secolo, periodo al quale risalgono le due finestre trilobate e la porta sul lato sud. Il motivo in mattoni nel sottogronda con decorazioni antropomorfe e stemmi; poi subì dei rimaneggiamenti nel corso del XVII secolo, epoca alla quale risalgono la porta d’ingresso, le due finestre laterali ed il campanile a vela.
All’interno, nell’aula rettangolare e nel presbiterio quadrato con volta a crociera, si conservano affreschi della scuola di Pomponio Amalteo, con le scene della Vita di San Floriano eseguite da Cristoforo Diana nel 1576, ed un altare settecentesco con basamento, colonne e timpano in legno trattato a finto marmo.

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