Architettura e borghi rurali

1. Borghi rurali di Casarsa (Casarsa della Delizia)

I borghi rurali si sviluppano lungo le strade con delle strutture a corte prevalentemente chiuse verso l’esterno ed aperte invece verso l’interno, la corte, sulla quale si affacciano i diversi edifici ad uso abitativo o agricolo. L’ingresso avviene dalla strada tramite un androne coperto piuttosto ampio per consentire il passaggio dei carri, o tramite un portone sormontato da un tettuccio qualora lungo la strada si trovi solo un muro di cinta. I portoni ad architrave o a sesto ribassato hanno spesso una cornice in pietra, sulla quale a volte compare la proprietà e la data di edificazione (lungo via Menotti ad esempio IA.CO DE COLUS MDCV e COLUS MDCV). A lato spesso si trova una porta d’ingresso pedonale alla corte. La casa generalmente è a due piani: al piano terra si trovano la cantina, la cucina ed il fogolâr, mentre al primo piano, al quale si accede tramite scala esterna o interna in legno, si trovano le camere con accesso indipendente; nel sottotetto, detto solar, si conservano le granaglie. Il rustico generalmente a due piani presenta la stalla e sopra il fienile, caratterizzato da grandi aperture verso sud. I materiali utilizzati sono i meno costosi: ciottoli di fiume facilmente reperibili nel vicino Tagliamento, mattoni e laterizi vari spesso di recupero e legname. Anche la scelta di costruire gli edifici contigui e in linea deriva dall’esigenza di economizzare sulla costruzione appoggiandosi ai muri laterali già esistenti.

2. Corte Zuccheri (San Giovanni)

Lungo il fianco sinistro della Parrocchiale di San Giovanni Battista si allunga il fronte meridionale di un grande complesso a corte chiusa la cui struttura, risalente ad epoca medievale, fu negli ultimi secoli adibita ad usi prevalentemente agricoli, con cantine, stalle, magazzini e ricoveri oltre alle abitazioni degli amministratori. Nei pressi dell’area, situata ai limiti della centa, l’antica cortina difensiva del borgo medievale, sorgeva probabilmente il palazzo del gastaldione che amministrava la giustizia per conto del vescovo di Concordia tra la fine del XII secolo e l’inizio del XIV a San Giovanni ebbe, infatti, sede una delle tre giurisdizioni in cui era divisa la diocesi concordiese. Nella seconda metà del Seicento il complesso figura tra i possedimenti dei Foscarini, prestigiosa famiglia patrizia veneziana che diede un doge alla città lagunare e diversi luogotenenti alla Patria del Friuli. Dalla prima metà dell’Ottocento la corte passò ai nobili sanvitesi Zuccheri, che ne mantennero la proprietà fino agli anni Cinquanta dello scorso secolo, quando la corte venne ceduta alla parrocchia di San Giovanni Battista.

3. Borgo rurale di via Runcis (San Giovanni)

4. Borgo rurale di San Floriano (San Giovanni)

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