Architettura e borghi rurali

1. Mulini di Cordovado (Cordovado)

Le notizie relative al mulino di Cordovado non sono molte; in un rilievo alla fine del XVII secolo viene indicato come molinetto di Cordovado. Nelle prima metà del XIX secolo, il primitivo edificio viene abbattuto per costruirne uno di dimensioni maggiori, che negli anni successivi viene ampliato. Nel catasto austro-italiano l’edificio è censito come molino ad acqua con casa del quale era proprietario Bornacin Antonio qm. Giovanni livellario al luogo Pio Elemosine di Cordovado. Nella parte sud, possiamo rilevare un ulteriore fabbricato censito come “casa colonica”. Si tratta forse dell’unica parte dell’edificio precedente ancora rimasta. Successivamente, ed in particolare nel 1868, l’edificio viene suddiviso in due parti, mulino da grano ad acqua e casa. Un’iscrizione sul pilastro del cancello fa riferimento all’anno della nuova costruzione: Antonio Bornacin fu Giuseppe F.F. 1868. In seguito le ruote furono sostituite da una turbina per trasformare l’attività artigianale a quella industriale. L’attività molitoria è da molti anni sospesa. L’edificio è posto lungo il Rio Rojale che, in questo tratto segna il confine con il Veneto.

2. Borgo rurale (Località Belvedere-Puoi)

 Pur essendo discosta dalla frequentata arteria che da Suzzolins si inoltra nel cuore del Friuli, distese di campi e prati, fossi e alberate accolgono il visitatore che entra nella realtà agricola di Belvedere (il nome stesso suona come un invito a contemplare l’amenità del luogo). Qui i segni dell’insediamento rurale sono tuttora leggibili nel piccolo abitato che attornia Palazzo Soppelsa. Belvedere un tempo era tutta zona scoperta di campagna prevalentemente prativa e erborata che agli inizi del ‘900 venne risanata e bonificata.

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