Luoghi ed ambiti naturali

1. I Prati della Madonna (Cordovado)

2. Il Parco dei Domenicani (Cordovado)

Due aree attigue al Santuario conservano alcuni ricordi storici dal complesso rapporto instaurato nei secoli tra la comunità e l’ambiente: i Prati della Madonna e il Parco dei Domenicani. I Prati ubicati tra la strada e la ferrovia, costituiscono una distesa erbosa con alcune piante d’alto fusto, che per espressa disposizione testamentaria della contessa Giulia Mainardi-Marzin, non si possono alienare o modificare, in modo da lasciare che la chiesa mantenga un respiro di verde silenzio. Il Parco si estende sullo spazio che i Domenicani avevano via via adibito a brolo, frutteto, orto, prato, vigna ed anche ad area di meditazione, di preghiera, di riflessione di svago.

 3. Il parco del Castello (Cordovado)

 Gli spazi verdi che si vedono nell’area del Castello sono opera del XIX secolo; i primi interventi furono di Carlo Sigismondo Freschi, che verso il 1820 fece abbattere alcuni tratti di mura, per estendere verso la campagna il parco, modellato secondo influenze romaniche, soprattutto inglesi, anche mediante l’erezione di sette collicelli, mentre le acque dei fossati vennero convogliate in ruscelli. Nella seconda metà del secolo il parco si allargò al luogo ove sorgeva il castello vescovile e in seguito fu creato un maggiore raccordo con gli spazi coltivati attigui, verso Est.

 4. Lago di Cordovado (Cordovado)

 Il Lago di Cordovado, che è di circa 4 ettari, era una ex cava di ghiaia, iniziata nel 1952 e ultimata nei primi anni 80. Le estrazioni di materiale ghiaioso sono state eseguite fino ad una profondità di 13 metri, che è l’attuale profondità del lago. Tale scavo ha intaccato la falda freatica presente nel sottosuolo, dando così origine all’attuale specchio d’acqua. Nel 1989 su iniziativa dell’associazione Pescatori Sportivi, inizia l’attività di pesca sul lago di Cordovado.

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