Ville e palazzi storici

1. Palazzo Cecchini – Palazzo Mainardi – Ex Convento dei Domenicani (Cordovado)

Il complesso conventuale dei Domenicani, edificato a partire dai primi decenni del Settecento, utilizzando anche alcune preesistenze, pervenne nel XIX secolo in mani private, acquistando lotti da famiglie che ne hanno perpetuato il nome: Palazzo Cecchini, Palazzo Mainardi, Palazzo Marzin. Le maggiori trasformazioni riguardano Palazzo Cecchini, rifatto nella facciata in forme di gusto medievaleggiante, mentre le rimanenti parti conservano il porticato che corre lungo tutta la fronte; gli interni e gli spazi retrostanti subirono modifiche solo parziali. Di notevole interesse sono gli affreschi ottocenteschi che ornano gli interni delle diverse sezioni, con episodi che spaziano da scene allegoriche e patriottiche, a grottesche e paesaggi dal sapore pompeiano e neogotico.

2. Palazzo Marzin (Cordovado)

Il palazzo la cui costruzione è forse, ascrivibile alla fine del XVIII secolo, fa parte di un complesso edilizio costruito da edifici rustici attualmente ad uso commerciale e uffici. Il prospetto principale è su due piani e un sottotetto con aperture rettangolari, con cornici modanate in pietra. Al centro porta-finestra con poggiolo. Il fronte anteriore e laterale sono scanditi da cornici marcapiano.

3. Palazzo Cappellari (Cordovado)

Palazzo Cappellari, costruito in linea con altri edifici lungo Corso Battaglione Gemona, si evidenzia per la maggior altezza della linea di gronda e per il prospetto tipico delle residenze signorili, caratterizzato dal balcone sopra il portone d’ingresso, dai cornicioni marcapiano, dalle finestre disposte simmetricamente e decorate al piano nobile con cimasa sporgente. Il corpo principale contiene gli ambienti destinati alla residenza, mentre ai lati trovano spazio gli annessi rustici a servizio del palazzo. L’edificio risale al XVIII secolo, ma dopo il 1858 furono attuati dei lavori di ampliamento e ristrutturazione; il palazzo attualmente è utilizzato ad uso residenziale.

 4. Palazzo Beccaris – Nonis (Cordovado)

Al centro del borgo che dal tardo medioevo si espanse a settentrione del castello, lungo la strada principale, si nota fra tutti l’imponente mole cinquecentesca del Palazzo designato dal nome delle due famiglie che lo vollero: Beccaris che poi lo abitarono e i Nonis in tempi successivi. Solidi nuclei della borghesia locale, impegnata nel notariato, nel sacerdozio, nell’amministrazione, nella proprietà ancora nel XVI secolo, i Beccaris e i Nonis contribuirono non poco alla storia civile e culturale di Cordovado. L’edificio, compatto e massiccio ma privo di linearità e armonia, si alza su un porticato a tre aperture.

5. Villa Segalotti (Cordovado)

L’edificio residenziale, costruito nel XVIII secolo, presenta un corpo centrale, che si sviluppa su due piani più un sottotetto, al quale si raccordano le ali leggermente più basse. La facciata anteriore, rivolta sulla pubblica via, è ritmata da numerose aperture rettangolari disposte in modo simmetrico rispetto all’ingresso principale, costituito da un portale arcuato, preceduto da una scala a doppia rampa. Il fronte posteriore, rivolto verso il giardino, è caratterizzato da un portone arcuato, sormontato da una porta finestra con piccolo poggiolo, e semplici aperture rettangolari. Alcuni interventi hanno modificato gli interni originari, ma è ancora leggibile la disposizione degli spazi con salone passante centrale e vani disposti lateralmente.

6. Casa Provedoni (Cordovado)

Casa Provedoni, l’abitazione dell’uomo di Comune Antonio Provedoni, viene invece riconosciuta in una modesta casetta di piazza Duomo che ai tempi del Nievo era l’ultima del paese verso Teglio (cap. IV). Qui si recava l’allegro fornaio-contrabbandiere Spaccafumo, … era un fornaio di Cordovado, pittoresca terriciola tra Teglio e Venchieredo, il quale, messosi in guerra aperta colle autorità circonvicine, dal prodigioso correre che faceva quando lo inseguivano, avea conquistato la gloria d’un tal soprannome… dopo che aveva assistito alla messa festiva nella vicina chiesa parrocchiale (cap.IV). Carlino e Aquilina… La dimora di Venezia ci diventava ogni giorno più odiosa e insopportabile, sicchè di comune accordo ci trapiantammo in Friuli, nel paesello di Cordovado, in quella vecchia casa Provedoni, piena per noi di tante memorie… (cap. XXII)

7. Palazzo Aliprandi (Suzzolins)

Il palazzo, che risale probabilmente al XVIII secolo, fa parte di un complesso di edifici adibiti ad abitazione e magazzini, nei quali risulta difficile leggere i caratteri architettonici e tipologici originari, perché l’insieme è stato profondamente trasformato a causa della divisione in singole proprietà. La residenza dominicale, ormai slegata dal resto del complesso, si sviluppa su tre piani, ritmati dalla disposizione regolare e simmetrica delle finestre rettangolari, arricchite al primo piano da balconcini leggermente aggettanti. Sulla parte sinistra della facciata è evidente un ampliamento successivo.

8. Palazzo Agricola

9. Palazzo Bozza – Marrubini (Cordovado)

Dirimpetto al castello, nel medioevo sorse una fila di edifici, adibiti ad abitazioni del personale e a sedi di servizio (capitano e gastaldo). Dal loro sviluppo tardomedievale e moderno, furono enucleate due residenze signorili, conosciute con il nome di Palazzo Bozza – Marrubini, a ridosso della Porta dell’Orologio, e Palazzo Agricola più a Sud. L’aspetto delle due case è rinascimentale, con ampie arcate che contraddistinguono l’accesso al pian terreno e file di aperture, tra cui ampie trifore. Il retro dà su parchi e giardini. Palazzo Bozza – Marrubini è interamente affrescato con cicli di Gio. Francesco Zamolo (1704 – 1712), importanti non tanto per le scene mitologiche, quanto per le raffigurazioni dello scenario urbanistico del castello e altri edifici d’allora entro la cerchia murata che celebrano i fasti della famiglia Ridolfi. Il piano terreno conserva gli antichi archi del portico, al primo piano una trifora dà eleganza alle finestre arcuate.

10. Palazzo Freschi-Piccolomini (Cordovado)

L’edificio fatto costruire tra il 1690 e il 1704 dai nobili Attimis, sorge nel settore sud-orientale del borgo fortificato di Cordovado, dove un tempo c’era una casa con torre databile al XII/XIII secolo. Svolse funzione di residenza estiva e cantina del Vescovo di Concordia, finché nella seconda metà del ‘700 passò alla famiglia Freschi e poi ai Piccolomini, attuali proprietari. Il corpo dominicale si eleva di due piani più un sottotetto adibito a granaio. La facciata anteriore presenta un bel portale in bugnato, preceduto da una scalinata che conduce nell’ampio salone del pianterreno, ed un’elegante trifora balconata. La facciata posteriore invece presenta una serliana (apertura divisa in tre parti) centrale al piano nobile e delle aperture ovali in corrispondenza del sottotetto. Sul retro e ai lati della villa si trovano edifici porticati cinquecenteschi, costruiti sull’antico fossato, ed annessi rustici che giungono fino alle mura del borgo. L’interno ripropone la tipologia propria delle ville venete con due spaziosi saloni sui due piani, al centro dell’edificio, e le ampie stanze ai lati. Il complesso è circondato da un parco, sistemato secondo i modelli romantico-inglesi, che presenta alcuni alberi secolari.

11. Palazzo Soppesa (Località Belvedere-Puoi)

La struttura porta i segni di un insediamento rurale in località Belvedere-Puoi a sud-est del centro di Cordovado. Il Palazzo Soppesa, una costruzione padronale ottocentesca che conserva alcune pertinenze un tempo destinate alla servitù, ai coltivatori, agli attrezzi, alle macchine e ai prodotti immagazzinati.

12. Villa Freschi – ex convento (Località Madonna di Campagna)

 Sorto in località Madonna di Campagna lungo la SS. 463 a circa due chilometri dal centro di Cordovado, il complesso di Villa Freschi trova origine da un gruppo di edifici tenuto da una comunità religiosa dei Padri Francescani (frati minori conventuali) già nel XVI secolo. Gli edifici vennero occupati con funzioni di conventino e di granaio o colonia agricola che la congregazione gestiva per la sede provinciale padovana. La villa, adiacente alla chiesetta seicentesca dedicata alla Vergine, dopo ampi restauri e rimaneggiamenti è attualmente utilizzata sia come azienda agricola che ad uso abitativo.

 

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