Chiese e cappelle votive

1. Santuario della Madonna (Cordovado)

All’estremità settentrionale di Cordovado compare il Santuario di Santa Maria delle Grazie, qui eretto agli inizi del ‘600, vicino al luogo di un’apparizione. Raro gioiello dell’arte secentesca giunse integro fino a noi. A pianta ottagonale, consacrata il 1° maggio 1603 la chiesa venne eretta dal vescovo concordiese Matteo I Sanudo ed è legata principalmente ai temi di carattere “mariano”, alle vicende dell’apparizione ed ai Santi Valentino e Rocco. Vero scrigno d’arte barocca la chiesa nel complesso presenta momenti di rara coerenza stilistica e si pone come uno dei centri primari per la conoscenza dell’arte friulana e veneta del XVII secolo. L’interno del Santuario colpisce per lo splendido soffitto ligneo intagliato di Girolamo Venturini finemente dorato e dipinto di Cataldo Ferrara con l’Eterno Padre al centro della copertura. Otto ovali Sibille e Profeti di Antonio Carneo (1637-1692) seguiti nel tamburo da Evangelisti e Dottori della Chiesa con gli stucchi di Andrea dall’Aquila, (1565-1608), dai dipinti di Giuseppe Moretto (1550-1628) Sposalizio di Maria, Vergine Annunziata, Gabriele Arcangelo, Visita di Maria ad Elisabetta, Natività ed adorazione dei pastori, Fuga in Egitto; di Baldassar d’Anna (1560-1643) con i Santi Rocco e Valentino, Nascita della Vergine, Assunzione di Maria in cielo, Crocifissione; di Filippo Zaniberti (1585-1628) Immacolata, Miracolo della Vergine, Apparizione della Vergine, Intervento miracoloso della Vergine, Santa Lucia; di Giacomo Apollonio (1584-1654) Natività ed adorazione dei pastori ed Adorazione dei Magi. Al centro del presbiterio troviamo l’altare maggiore in marmo bianco di Carrara opera di Giovanni Grassi e Giovanni Comin, dove è incorniciata una Madonna col Bambino, immagine che si trovava originariamente nel capitello, che ha dato origine, con l’evento miracoloso dell’apparizione della Vergine, alla costruzione della chiesa. Agli inizi del XVII secolo vennero a definirsi le altre costruzioni a fianco del Santuario della Madonna (1603) divenuta successivamente conventi dei domenicani (1714) posizionato a sud. L’altra ala del complesso costituita dagli adiacenti edifici di servizio, quali l’ospizio dei nobili (1605) e l’ospizio dei poveri con stalla per i cavalli (Pia Casa). La foresteria e l’ospitale a erano posizionati a nord ed organizzati attorno ad una piazzetta con pozzo e l’insieme appare strutturato in termini fortemente unitari, assegnando alla chiesa una posizione di emergente centralità.

 2. Chiesetta di Sant’Antonio Abate (Cordovado)

La chiesetta della fine del XVII secolo presenta una facciata liscia e priva di simmetria, per la presenza di una sola finestra rettangolare posta a sinistra della porta d’ingresso inquadrata in pietra. In alto si apre un occhio ovale. Il campanile, posto sull’angolo anteriore destro dell’aula, è costituito da una torre a base quadrata con quattro monofore ogivali e corona merlata aggiunta in seguito L’aula è rettangolare con travi a vista (tre capriate), mentre il presbiterio quadrato, più alto, ha un soffitto in calce con motivi a stucco; dietro al coro si trova la sacrestia. All’intero si conserva un unico altare settecentesco con una pala dello stesso periodo raffigurante la Madonna con Bambino, San Nicolò, Sant’Antonio Abate e Santo Vescovo ed una scultura lignea, di San Nicolò, che ricorda la maniera di Domenico da Tolmezzo.

3. Oratorio di Santa Caterina (Cordovado)

Sorto forse nel XIV secolo in località campestre, accanto alla strada, l’oratorio di Santa Caterina si trovò successivamente posizionato al limitare dell’abitato che stava crescendo a Nord del castello, fino a divenire, nel primo ‘600, cappella pienamente urbana dopo la costruzione del Santuario. Di proprietà privata (originariamente forse di una confraternita), l’edificio fu ornato a varie riprese, fra il ‘300 e il ‘500, da vari pittori, conoscitori delle più aggiornate correnti artistiche del Friuli e del Veneto, che riempirono le pareti con non pochi componenti la corte celeste; troviamo infatti interessanti affreschi: San Giorgio con la principessa, Madonna allattante, Madonna con Bambino in trono tra i Santi Caterina e Giacomo e due vescovi, tre Sante tutti databili nella seconda metà del secolo XIV; i Santi Sebastiano e Rocco del XV secolo e la Trinità del XVI secolo. Alle pareti tela di Domenico de’ Soldi (1680) Annunciazione ed una settecentesca Sacra Famiglia con i Santi Giovannino, Caterina Caterina, Giorgio, Giacomo, Sebastiano e Rocco alcune Madonne, il Bambino, vescovi e sante. Una ottocentesca pala d’altare ritrae Santa Caterina con accanto Maria, Gesù e altre Vergini.

4. Chiesetta di Sant’Urbano (Suzzolins)

L’edificio, costruito nel corso del XVII secolo, fu sottoposto a rimaneggiamenti nei due secoli seguenti. La facciata è liscia con unica apertura della porta e monofora campanaria sul colmo della copertura a capanna. Vi è un unico vano, un’aula rettangolare con soffitto piatto priva di presbiterio; l’altare infatti si trova sulla parete di fondo dell’aula e presenta ai lati due porte che conducono nella sacrestia. Quest’ultima ha una forma ad “L”, continuando anche lungo il fianco destro dell’aula fino ad una porta; l’ambiente è collegato all’aula tramite una finestra a destra dell’altare. L’altare del 1741 conserva una pala dipinta Ultima Cena di Giuseppe Buzzi (secolo XVIII) ed inoltre un dipinto del ‘700 di maestro veneto, seguace di Sebastiano Ricci, raffigurante la Madonna con Bambino ed i Santi Floriano, Eurosia, Gregorio e Luigi Gonzaga.

5. Pieve di Sant’Andrea (Cordovado)

L’Antica Pieve concordiese del XV secolo, fu legata al capitolo della cattedrale, e qualificata recentemente come duomo; la vecchia chiesa di Sant’Andrea fu profondamente rimaneggiata o rifatta nel tardo quattrocento (il portale reca un’iscrizione del 1477). Originariamente ad aula unica, nel ‘600 le furono addossate in maniera armonica due navate. L’interno contiene ancora molte parti e suppellettili in legno (pulpito, cantoria), che rendono l’atmosfera della parrocchiale di campagna negli ultimi secoli. Dell’originaria decorazione rinascimentale rimangono cospicue tracce nell’area presbiteriale (cuba) e nelle vele dell’abside. Sulla vela nord è raffigurato San Girolamo seduto in cattedra, ai lati l’Evangelista Matteo ed un profeta, segue sulla vela est San Gregorio intento a scrivere con ai lati l’Evangelista Giovanni ed il profeta Davide in atto di suonare il salterio; sulla vela sud è invece rappresentato Sant’Agostino in atto di scrivere con ai lati l’Evangelista Marco ed un profeta; infine sulla vela ovest troviamo Sant’Ambrogio assistito da due angioletti che suonano tamburello e flauto e dall’Evangelista Luca. Inoltre frammento del Martirio di Sant’Andrea richiamato all’intervento di Giovanni Martini. Gli altari laterali, dei primi del Cinquecento riportano dipinti settecenteschi di Giuseppe De Gobbis Purificazione di Maria ed Addolorata.

6. Chiesa Parrocchiale (Cordovado)

La nuova parrocchiale, dedicata a Sant’Andrea Apostolo, fu costruita nel 1950, su progetto di Mariano Pittana, in stile composito con una facciata a capanna preceduta da un porticato in pietra. All’interno si conservano sia opere provenienti dalla vecchia parrocchiale sia opere di artisti contemporanei. Tra gli oggetti antichi ricordiamo il fonte battesimale cinquecentesco, con coperchio ligneo recente di Giuseppe Scalambrin, ed alcuni dipinti: Madonna del Rosario (1586 circa) di Giuseppe Moretto, San Lorenzo e Santo Stefano (1530) di Bernardino Blaceo, Madonna del Carmine, di pittore veneto del XVIII secolo, Nome di Gesù (1730-1740) di Nicola Grassi, Vergine allattante incoronata da angeli (secolo XIV). Tra le opere coeve alla costruzione della chiesa si possono ricordare le opere realizzate da Pino Casarini: il ciclo di affreschi (1962) Giudizio Universale, l’Ultima Cena e la porta in bronzo con dieci formelle raffiguranti fatti dell’Antico e Nuovo Testamento (1961-62) ed il rosone della facciata con i Quattro Cavalieri dell’Apocalisse. Le opere di Italo Costantini: Via Crucis in terracotta (1967), i quattro trittici con Santi sulle pareti (1969) e le decorazioni in ceramica dell’altare maggiore.

 7. Chiesetta San Gerolamo (Cordovado)

La chiesa sorge all’interno del borgo del castello, più precisamente addossata alla porta Nord con cui divide la muratura di facciata, fatto che può far pensare ad una datazione piuttosto antica; l’epoca di edificazione non è documentata, ma probabilmente risale al XIV secolo, mentre sono attribuibili al ‘600 e all’800 degli interventi di rimaneggiamento. Sulla facciata liscia si apre in posizione asimmetrica la porta principale a sesto acuto con inquadratura in mattoni ed un occhio non in asse. Sulla parete destra, rivolta verso il borgo, si aprono due finestre a tutto sesto ed una porta laterale. Sul colmo del tetto a capanna c’è una croce benedettina, mentre il campanile è costituito da una torre merlata, posta a lato della porta di accesso al borgo. L’aula rettangolare presenta copertura a cinque capriate, il coro rettangolare traverso ha un soffitto a travi a vista. All’interno si conserva un altare ligneo del XVII secolo con pala dipinta e sulla parete destra del coro tracce di un affresco quattrocentesco, raffigurante la Madonna con il Bambino tra due santi.

8. Chiesetta della Madonna di Campagna (Cordovado)

Probabilmente la chiesa attuale, che risale al tardo Seicento, poggia su un nucleo anteriore, forse quattrocentesco. La facciata piatta presenta una porta rettangolare inquadrata con cimasa, due finestre laterali inquadrate con davanzale sporgente ed un occhio incorniciato; il campanile è costituito da una monofora posta a coronamento degli spioventi. L’interno comprende un’aula rettangolare con tetto a capriate ed un presbiterio quadrato con angoli smussati e copertura a vele. Si conservano altari lignei barocchi, il maggiore in pietra e i due laterali lignei, collocati a lato dell’arco trionfale. La chiesetta riprende le caratteristiche tipiche dei santuari mariani del ‘600.

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