Chiese e cappelle votive

1. Chiesa di San Martino – Parrocchiale (Morsano al Tagliamento)

L’edificio fu costruito dal 1757 al 1761 in stile neoclassico dall’impresario e capomastro Sebastiano Lotti di Bertiolo, costruttore di numerosi edifici religiosi in Friuli. Il campanile invece era stato realizzato da Giovanni Battista Lotti nel 1687. La facciata presenta quattro lesene ed un semplice portale di Pietro Balbi (1760). All’interno nell’aula ad unica navata con cinque altari si conservano interessanti opere d’arte, in parte provenienti dall’antica chiesa demolita: un dipinto del 1620 circa raffigurante la Madonna con Bambino che appare a San Francesco e San Rocco, firmato dall’artista veneziano Jacopo Palma il Giovane (1544-1628); alcune tre tele raffiguranti la Madonna della Cintura in gloria ed i Santi Monica, Agostino, Rocco e Sebastiano; San Giuseppe e le Anime Purganti; Madonna con Bambino ed i Santi Valentino e Pietro martire di Agostino Pantaleoni, pittore sanvitese (1740-1817); alcuni altari barocchi realizzati da maestri veneti o friulani, arricchiti da statue (quelle dell’altar maggiore sono datate 1719) o da paliotti finemente lavorati. La pala dell’altare maggiore che raffigura la Madonna col Bambino ed i Santi Antonio da Padova e Rocco in gloria ed i Santi Urbano, Martino e Gottardo datata 1706 è firmata ad opera di Giovanni Antonio Semolini e Giovanni Maria figlio.

 2. Chiesa di San Bartolomeo (Bando)

La chiesa è isolata e leggermente rialzata rispetto al piano stradale con uno spazio di pertinenza. Resti di strutture preesistenti coincidono con la zona posteriore dell’altare, della sacrestia destra e parte della navata. La chiesa ad unica navata ha due cappelle laterali; una sul lato destro di forma semicircolare ed una sul lato sinistro di forma rettangolare. La navata unica si presenta con un contro-soffitto con la stessa sagoma di quello originario. Il presbiterio è di forma quadrata e ha un controsoffitto a crociera in arelle intonacate. La pala d’altare raffigura la Madonna del Rosario con Bambino e i Santi Bartolomeo, Antonio Abate e Sebastiano. La facciata principale prospetta su via Gleris è caratterizzata da quattro parastre a forma di semipilastro che poggiano su quattro basamenti ed è chiusa in alto da un timpano con cornice aggettante ed al centro un rosone cieco. Il portale è in pietra sormontato da un frontone centinato.

3. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo (Saletto)

La chiesa del secolo XVI, pur avendo caratteristiche cinquecentesche, presenta degli interventi successivi come documenta la data 1685, iscritta sull’architrave della porta d’ingresso. La facciata liscia presenta una porta rettangolare con cimasa sporgente, una finestra semicircolare ed un motivo sottogronda a dentelli in cotto. La torre campanaria, incorporata al fianco sinistro del presbiterio, risulta costruita in due epoche, infatti la parte superiore in mattoni con sezione minore rispetto alla base, così come la cella campanaria a quattro bifore, sono state realizzate in un secondo tempo. L’interno è composto da un’aula rettangolare ed un presbiterio quadrato, affrescati all’inizio del cinquecento con le immagini dei Dottori in cattedra, Evangelisti e Profeti (volta del coro), Caduta di Simon Mago (parete sud), Santa Lucia e un devoto e Madonna della Misericordia (esterno arco presbiteriale), interessante per l’iconografia inconsueta con il Bambino in piedi dentro un ovale che aderisce al corpo della Madonna alludendo alla maternità divina.

4. Ancona votiva (Saletto)

La piccola edicola ottocentesca, è posta sul ciglio della strada ed internamente ad un cortile privato; presenta una semplice struttura a pianta rettangolare ad unica aula, aperta anteriormente con un ampio arco a sesto ribassato e copertura con tetto a capanna di coppi. Sulla parete di fondo si trova un affresco eseguito da pittore ignoto, che raffigura Madonna tra i Santi Pietro e Antonio da Padova. Il dipinto, di buona fattura, risulta in parte cancellato e mal conservato.

5. Chiesetta della Visitazione a Santa Elisabetta (San Paolo)

L’edificio fu realizzato nel primo quarto del XVIII secolo, come testimonia la data 1724 sull’architrave della porta. La chiesa fu costruita, come ricorda un documento dell’archivio parrocchiale, “per unanime voto fatto nel 2 luglio dell’anno precedente. In quell’anno una terribile infezione di vaiolo nero aveva seminato il lutto nei paesi circonvicini, e solo San Paolo vi era rimasto miracolosamente illeso”. La chiesa è preceduta da un atrio con pareti laterali chiuse e con apertura tripartita delimitata da due colonne sul lato anteriore; la copertura a capanna segue quella dell’aula. In corrispondenza del colmo della facciata si trova il campanile a vela con monofora, elemento originale del XVII secolo. Il rapporto e l’innesto tra la chiesa ed il portico fanno pensare che questo sia un intervento successivo (1851). L’interno comprende un’aula rettangolare con travatura a vista, presbiterio quadrato con soffitto a botte. Sull’altare fino al 1889 vi era una pala con la Visitazione di Maria a Elisabetta del Buzzi dipinta nello stesso anno della consacrazione e in seguito distrutta e sostituita con l’attuale opera del pittore Domenico Umberto Diano Sull’architrave della porta oltre alla data 1727, sta scritto:

AFFLICTORUM EST CONSOLATRIX
INTUS ET UNA SUSCIPIENS VOTUM
PECTORA MOESTA LEVANS INVOCET
AUXILIUM SUPPLEX HIC QUISQUE:VIATOR
ATO:FIDELIS:OPEM VIRGO BEATA DABIT
EX DEVOTIONE COMUNITATIS S.TI PAULI
CURA GERENTEI ADMODU R.DO DOM.CO LONGO

(La consolatrice degli afflitti esaudisce il voto del passante che solleva il cuore nel chiedere l’aiuto…)

6. Chiesa di San Paolo Apostolo – Parrocchiale (San Paolo)

La comunità di San Paolo, nel 1740, dopo aver constatato che la chiesa antica stava andando in rovina, la demolì ed avviò la costruzione di un edificio più grande. L’opera fu portata a termine nel 1751 e consacrata nel 1780. La chiesa di stile neoclassico presenta una facciata scandita da lesene e sormontata da timpano triangolare con occhio al centro. Isolato sul lato sinistro si trova il campanile, una struttura a torre che termina con una cella campanaria a quattro bifore. All’interno dell’aula a unica navata ci sono tre altari dedicati a San Paolo, santo titolare, alla Vergine e a Sant’Antonio pala dipinta dal Molinari. Interessante l’altare maggiore, con intarsi di marmi policromi e le statue di San Pietro e Paolo, realizzato da Giovanni Pischiutti nel 1725. Sul soffitto centinato e posto l’affresco raffigurante il tripudio delle Virtù Teologali è opera del pittore restauratore Tiburzio Donadon. Dell’antico edificio rimane l’acquasantiera lapidea del XVI secolo della scuola del Pilacorte.

7. Il Glisiùt (San Paolo)

Le testimonianze raccontano che il signor Davide Orlando quando era in America precipitò in un burrone profondo più di cento metri; cadendo disse: Madonuta se mi fasis la grassia di vivi fai un capitel! (Madonnina se mi fai la grazia di vivere faccio un capitello!). Dall’incidente uscì incolume e, tornato a San Paolo edificò l’ancona dedicata “Nostra Signora del Sacro cuore di Gesù”. Esternamente appare come un piccolo parallelepipedo (3.50×1.50 m) con la facciata sopraelevata a formare un timpano che termina con una croce in ferro battuto. Il semplice prospetto anteriore presenta quattro lesene raccordate da arco a tutto sesto e l’unica apertura rettangolare dell’ingresso, chiusa da un portone di legno. L’edificio, costruita completamente in mattoni, è stato poi intonacato. All’interno si trova un altare con statue lignee e un dipinto raffigurante la Madonna con il Bambino, oltre a numerosi segni di devozione popolare verso la Vergine.

8. Chiesetta di San Pietro (Località Bolzano)

Si tratta di un oratorio gentilizio, ora di proprietà privata, che risale al XVI secolo, anche se ha subito dei rifacimenti successivi, come l’ampliamento della porta e la realizzazione del tettuccio sovrastante; non coevi risultano anche l’occhio in facciata e la bifora campanaria di stile settecentesco. All’interno dell’oratorio, formato da aula rettangolare e presbiterio con copertura a vela, si conserva un affresco, raffigurante la Trinità fra San Rocco e San Sebastiano, dell’inizio del XVI secolo.

9. Chiesa di Sant’Osvaldo Re -.Parrocchiale (Mussons)

Nel 1803 la comunità decise di erigere una nuova chiesa in sostituzione della precedente, nella quale si trovava un unico altare con una pala del 1722 ed un coro del 1770. Nel 1804 iniziarono i lavori per la nuova parrocchiale, che fu benedetta nel 1814 e consacrata nel 1821. Da alcuni anni la chiesa dalle forme neoclassiche è stata ampliata con l’aggiunta di due vani all’altezza del coro, che contiene i seggi della vecchia chiesa. All’interno vi si conserva una pala, raffigurante Madonna con Bambino in gloria ed i Santi Francesco di Paola e Nicolò, che secondo un documento del 1722, trascritto in epoca moderna, fu eseguita da Antonio Cecchini di Portogruaro, artista modesto conosciuto essenzialmente come decoratore.

10. Ancona votiva (Località Poiana)

Non si conosce con esattezza il periodo di costruzione dell’ancona; si sa solo che nel 1920 era più piccola e conteneva un quadro della Madonna. Secondo testimonianze degli abitanti del borgo Poiana, sembra che l’ancona sia stata costruita dopo la prima guerra mondiale per volontà dei soldati tonati al fronte. All’interno sulla destra Sant’ Antonio e sulla sinistra San Rocco al centro della cella una nicchia protetta da vetrata racchiude la statua vestita della Madonna con Bambino. Dall’agosto 1968, ogni cinque anni, l’antica statua della Madonna viene portata in processione nella chiesa di Mussons, per poi riportarla a Poiana la domenica successiva. La venerata immagine fu invocata come “Madonna dell’Emigrante”.

11. Oratorio di San Rocco (Morsano al Tagliamento)

L’oratorio di inizio XVI secolo ha la facciata in parte coperta da un atrio chiuso con copertura a capanna, nel quale si aprono una porta rettangolare sormontata da lunetta, due finestre quadrate a lato dell’ingresso ed altrettante sulla parete destra. La facciata con occhio circolare termina in una monofora campanaria con tettuccio piatto. L’edificio è composta da un’aula rettangolare con travi a vista e da un presbiterio poligonale con volta a crociera. La sacrestia, che si trova sul fianco settentrionale, è un’aggiunta recente. Si conserva un trittico dipinto a fresco dall’artista spilimberghese Marco Tiussi nel 1563. Si tratta di una sorta di ex-voto perché vi è raffigurata la Madonna con Bambino tra i Santi Rocco e Sebastiano ed un camerato inginocchiato; una scritta ricorda l’iniziale contrarietà dell’uomo alla costruzione della chiesa, una sua malattia seguita da miracolosa guarigione. Ancora all’interno della chiesa sempre del Tiussi, troviamo un affresco con la figura quasi illeggibile di San Bellino e un altro dagli intensi colori con la Madonna in trono con il Bambino tra i Santi Rocco e Antonio. Il dipinto con San Gottardo risale al 1623 ed è opera di Giuseppe Moretto. Si conserva anche una pala dell’altare maggiore, datata e firmata 1794 da Domenico Molinari con raffigurati l’Eterno Padre e Madonna con Bambino in gloria, con i Santi Rocco, Pietro, Giovanni Battista e Sebastiano. Pure del Molinari è la pala dipinta su tavola raffigurante la Madonna in trono con Bambino tra i Santi Antonio da Padova e Giuseppe.

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