Architettura e borghi rurali

1. Fornace (San Paolo)

Delle ventidue fornaci documentate nella zona di Morsano tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900 oggi ne rimane solo una costruita nel 1902 a San Paolo in prossimità dell’argine del Tagliamento che fu attiva fino al 1976. I fornaciai erano maestri sia per la cottura dei mattoni che per quella della calce. Spesso a causa delle condizioni di miseria emigravano come mattonai in Germania, Austria e Ungheria e poi quando rientravano con l’inverno lavoravano nelle nostre fornaci.

2. Casali Pittana (San Paolo)

Casa patriarcale dei Pittana. In questo edificio, durante la guerra del 1915-1918, fu allestito l’Ospedale Militare.

3. Mulino ad acqua (Località Bolzano)

La sua origine risale sicuramente al XVII secolo; la prima rilevazione certa della struttura la si ha con il catasto austriaco del regno Lombardo-Veneto nel 1830. Il mulino si trova su un terreno pianeggiante della roggia del Mulino. Sulla riva opposta restano parti del basamento di una pila ad orzo distrutta dagli Austriaci, che occuparono il mulino e lo incendiarono, durante la prima guerra mondiale. L’edificio è diviso in due parti, una adibita a mulino, l’altra ad abitazione. Attualmente è in stato di abbandono.

4. Casali Feletti (Morsano al Tagliamento – Località Feletti)

E’ una località formata da due cortili con fabbricati annessi, posti uno a nord e uno a sud della strada che porta a Cordovado. Il caseggiato posto a sud è alternato probabilmente da case ad uso abitazione con annessi rustici, mentre quello a nord e costituito da casa d’abitazione a forma quadrangolare con un porticato ad angolo (forse l’abitazione del sovrintendente) alla quale sono stati costruiti perpendicolarmente i magazzini. L’abitazione probabilmente risalente alla fine del XVI secolo, è formata da tre arcate, con un pilastro rinforzato posto nell’angolo. Dello stesso periodo risulterebbero i magazzini disposti ortogonalmente alla casa. Attraverso un altro sottoportico si raggiungono degli edifici annessi costruiti su tre piani verso la fine dell’ottocento primi del novecento. Questi ultimi sono tinteggiati in rosso pompeiano, colore tipico del regime fascista che inneggiava alla romanità imperiale. Sulla facciata di questi edifici più recenti si può notare una sbiadita meridiana, mentre sotto il porticato della casa d’abitazione troviamo un affresco votivo. Si presume che il complesso facesse parte di un’unica proprietà che dette il nome all’abitato.

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