Cenni storici

Il nome Arzene deriva dall’argine che proteggeva l’abitato dalle piene del Tagliamento. Dai manoscritti di Mons. Fontanini apprendiamo che anticamente il Tagliamento passava presso Valvasone “per dove oggi si trovano le ville di Arzene e Arzenutto, cosidette perché ivi erano i ripari di quel torrente cotanto veloce”. Potrebbe però essere valida anche l’ipotesi che fosse l’argine del torrente Meduna a dare il nome al paese, il torrente, fino ad un secolo e mezzo fa, passava per il territorio di Arzene. Infatti solo tra il 1846 e il 1862 fu costruito l’argine a nord di Rauscedo e rettificato il letto del Meduna, congiungendolo a quello del Colvera ed eliminando così quell’ampia ansa che divideva a metà il territorio di Domanins, e passando per il confine del territorio di Arzene e Castions riprendeva a Murlis il suo attuale andamento. Attraverso questo paese , situato a quasi egual distanza dai fiumi Tagliamento e Meduna, passava la strada Postumia che da Oderzo saliva Torre di Pordenone, guadava il Meduna tra Domanins e Murlis, e da qui piegava verso Valvasone e Codroipo. Questa strada fu per 1800 anni un importante arteria di comunicazione perché collegava il Veneto con l’Austria, e fu abbandonata solo verso la metà del secolo scorso con la costruzione della Pontebbana. Nel tredicesimo secolo, tempo in cui si può essere certi della sua esistenza, Arzene doveva avere le dimensioni di una borgata. Le case, raramente a due piani, erano fatte con graticcio e argilla e solamente le famiglie più agiate usavano la pietra e le tavole. Per diversi anni la vita di Arzene si allinea a quella del feudo e castello di Valvasone. I primi signori di Valvasone erano probabilmente discendenti di guerrieri longobardi o franchi che avevano costituito l’Italia.

E’ certo che già prima del 1268 Arzene era possesso dei signori di Valvasone, i quali in tale periodo, vennero privati del Feudo perché accusati di fellonia e tradimento dal Patriarca di Aquileia, e che nel 1292 l’Antistite aquileiese Raimondo della Torre investiva del territorio di Valvasone i nobili di Cocaina che assunsero il nome di Valvasone ed ai quali risalgono gli attuali discendenti. I Valvasone esercitavano la giurisdizione civile e criminale, avevano la facoltà di far leggi e i diritto di approvare la nomina fatta dalla Vicinia dei Podestà e dei due giurati che lo assistevano nei giudizi minori. Così le cose procedettero fino alla fine del dominio temporale dei Patriarchi di Aquileia sotto i quali gli arbitrii e le prepotenze della nobiltà friulana non ebbero alcun freno. Nell’anno 1420, i Veneziani venuti in possesso del Friuli, moderarono un po’ alla volta le pretese dei feudatari e prestarono benevolo ascolto ai giusti richiami dei sudditi angariati. I feudatari comunque conservarono i privilegi che avevano sulle circoscrizioni locali, le quali erano rappresentate dal Comune con la Vicinia e non esistevano autorità intermediarie tra esso e il luogotenente rappresentante del governo centrale. Di regola ogni villaggio formava un comune. La Villa di Arzene finché appartenne al Feudo non si governò da sola, tutti gli affari riguardanti la villa, sia religiosi che amministrativi trattati dalla Vicinia, dovevano essere approvati dai giurisdicenti Signori di Valvasone. Nel marzo del 1797 si ebbe la fine della dominazione Veneta e l’avvento dell’occupazione Francese che durò fino al 27 ottobre 1797 ed alla quale subentrarono gli austriaci. I francesi abolirono i Feudi, il governo austriaco invece li ripristinò coi diritti, privilegi e legislazioni come sotto la Repubblica Veneta. La battaglia di Austerliz, vinta da Napoleone, portò la pace di Presburgo con la quale gli antichi stati di Venezia furono ceduti alla Francia e uniti al Regno d’Italia.

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