Architettura e borghi rurali

1. Mulino Majaroff (Arzene)

Il mulino Majaroff prende il nome da un antico toponimo di probabile origine longobarda Majer of (luogo del Signore). Alcune fonti indicano la presenza di un mulino in questo luogo, lungo la Roggia dei Mulini, fino dal XIV secolo; l’edificio attuale non risale a tale epoca, ma è sicuramente antico come testimonia la sua struttura muraria. Probabilmente il vano originario ha subito un primo ampliamento, forse ad uso abitativo, in tempi non lontani dalla sua costruzione ed altri tre molto recenti: nel 1927 le tre ruote sono state sostituite da una turbina, sono stati rinnovati i macchinari per la macinazione ed è stata mutata la loro disposizione con conseguente intervento anche sulla struttura (contrafforti); nel 1961 è stata ampliata la parte a sud-ovest; nel 1976 è stato attuato un restauro storico. Anticamente il mulino ad acqua, per la macina di grano ed orzo, era di proprietà dei Conti di Valvasone, che solo all’inizio del XX secolo lo vendettero. Il mulino un tempo sorgeva isolato nella campagna, finché all’inizio del secolo fu costruito nelle vicinanze un edificio ad uso abitativo in stile liberty.

 2. Via Santa Margherita (Arzene)

Di fronte alla chiesa di Santa Margherita si trovano delle antiche abitazioni, forse in passato sede di un monastero. Le case costruite a schiera presentano in facciata numerosi archi, ora rimaneggiati, che fanno pensare all’esistenza di un lungo corridoio porticato, sulla parete del quale rimangono numerose nicchie. Un tempo il complesso era circondato da un muro di cinta di sassi, demolito nel 1936 per utilizzare il materiale nella costruzione della caserma di Arzene. Sotto il portico si conserva un affresco, raffigurante la Madonna con il Bambino, incoronata da due angeli, tra San Pietro e San Floriano.

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